Russia: rapimento lampo di un ministro del Daghestan

Pubblicato il 24 luglio 2017 alle 19:59 in Russia

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Alcuni sconosciuti hanno rapito il ministro dell’edilizia del Daghestan Ibragim Kazibekov e lo hanno tenuto in ostaggio per alcune ore, quando, seguendo le tracce del versamento di 30 milioni di rubli per il riscatto, le forze federali sono intervenute per liberarlo.

Bandiera della Repubblica Autonoma del Daghestan

Bandiera della Repubblica Autonoma del Daghestan

Sei ore, tanto è durato il sequestro di Ibragim Kazibekov, ministro dell’edilizia, dell’architettura e dell’urbanistica del Daghestan, repubblica autonoma del Caucaso del Nord che concorre a formare la Federazione russa.

Secondo gli investigatori, il 20 luglio, due persone hanno rapito l’alto funzionario, minacciandolo con un’arma. Il Ministro è rimasto nelle mani dei suoi sequestratori per sei-sette ore, in un appartamento di Machačkala, capitale del Daghestan. Il giorno successivo, seguendo un ordine di bonifico per un importo di 30 milioni di rubli, le forze di sicurezza federali presenti nella repubblica hanno liberato l’ostaggio arrestando due persone. La notizia è stata resa nota alla stampa domenica 23 luglio.

All’operazione per la liberazione di Kazibekov hanno partecipato forze del ministero dell’interno della repubblica del Daghestan, il servizio segreto russo FSB e la Guardia nazionale Rosgvardija. Ai due detenuti, entrambi residenti a Machačkala sono stati imputati i reati di sequestro di persona, estorsione e traffico di armi.

Fonti del governo autonomo del Daghestan hanno reso noto che lo stesso 21 luglio Ibragim Kazibekov ha preso regolarmente parte alla riunione del consiglio dei ministri.

Con 2,9 milioni di abitanti di oltre quindici diverse etnie (l’etnia di maggioranza, gli avari, non supera il 30% della popolazione totale), il Daghestan è uno dei più complessi territori della Federazione. Al contempo bersaglio di attentati fin dal 1999 e sede di numerose bande terroristiche che operano alla frontiera con la vicina Cecenia, la repubblica nordcaucasica è costantemente al centro dell’attenzione delle forze di sicurezza federali, che hanno diverse basi nella regione. Nel febbraio 2013, dopo due anni di violenti scontri tra filorussi e islamisti, Vladimir Putin ha nominato Ramazan Abdulatipov presidente del Daghestan.

L’ISIS ha stretti legami con gli islamisti radicali e le bande armate daghestane, tanto che fin dal 2013 è stato creato un “vilayet Daghestan” affiliato allo stato islamico.

Le forze di sicurezza russe non hanno comunicato se il rapimento del ministro è legato alla criminalità comune o ad uno dei gruppi radicali che operano nell’area.

 

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino.

 

 

di Redazione

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