La Cina accresce la propria potenza navale

Pubblicato il 24 luglio 2017 alle 14:04 in Asia Cina

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La Cina sta aumentando la propria potenza navale.

Domenica 23 luglio, la Cina ha inaugurato l’inizio delle esercitazioni militari congiunte Joint Sea 2017, nel Mar Baltico, con la Russia. Wang Xiaoyong, vice capitano di una delle imbarcazioni della Marina cinese, ha spiegato che le operazioni consistono in simulazioni di missioni di salvataggio, al fine di aumentare la sicurezza delle attività economiche marittime. Inoltre, le esercitazioni hanno due obiettivi principali. Il primo è quello di permettere ai comandanti delle flotte di familiarizzare con le procedure militari; il secondo, invece, è quello di aumentare il coordinamento tra i comandanti cinesi e russi. Le esercitazioni si concluderanno venerdì 28 luglio. Nel corso delle simulazioni, saranno impiegate le forze navali e aeree dei due Paesi, le quali si unificheranno sotto la guida di un centro di comando congiunto composto da comandanti cinesi e russi. La flotta cinese che sta prendendo parte alla Joint Sea 2017 è formata da un cacciatorpediniere, una fregata, una nave per l’approvvigionamento, elicotteri navali e numerosi marinai. Dall’altra parte, la flotta russa include una fregata, un velivolo con ali a rotazione fissa, elicotteri e marinai.

Yu Manjiang, un ufficiale cinese, ha riferito che la Cina non ha niente da nascondere e che lo scopo finale delle esercitazioni congiunte con la Russia è quello di aumentare la sicurezza marittima per proteggere le attività economiche in mare. “La Joint Sea si è tenuta regolarmente ogni anno dal 2012 per aumentare la cooperazione marittima”, ha spiegato Yu Manjiang. Pechino ha reso noto che le operazioni non prevederanno il coinvolgimento di terze parti. Secondo quanto riportato dall’esperto navale cinese, Li Jie, l’utilizzo dei missili cinesi guidati avanzati durante le esercitazioni ha due finalità. In primo luogo rappresenta una grande dimostrazione di sincerità verso la Russia; in secondo luogo, ciò è anche un forte segnale per scoraggiare eventuali Paesi intenzionati ad attaccare la Cina.

La Joint Sea 2017 ha attratto l’attenzione di tutto il mondo, specialmente degli Stati membri della NATO. Venerdì 21 luglio, la CNN ha riferito che navi da guerra inglesi, olandesi e danesi hanno scortato la flotta cinese. Ad avviso dell’emittente americana, la scelta di effettuare le operazioni nel Mar Baltico è particolarmente significativa, dal momento che l’area è teatro di tensioni tra la Russia e la NATO, le quali affondano le radici nella crisi di Crimea.  In seguito allo scoppio del conflitto russo-ucraino, il 23 febbraio 2014, l’Alleanza si è schierata in favore della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina, condannando l’annessione della Crimea da parte di Mosca. Dall’inizio del 2017, le truppe della NATO sono arrivate nei Paesi dell’Europa centrale e dell’est, posizionandosi ai confini con la Russia e fornendo supporto militare agli Stati baltici (Estonia, Lettonia e Lituania), ma anche a Polonia, Norvegia, Slovacchia, Montenegro e Romania. La Russia non ha mai gradito tali mosse della NATO, tanto che, il 14 gennaio 2017, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha riferito ai giornalisti che Mosca considera il dispiegamento delle truppe NATO nei Paesi dell’Europa dell’est come una minaccia ai propri interessi e alla propria sicurezza.

Yu Manjiang ha affermato che la Cina è una grande potenza ed è naturale che ogni sua mossa attragga l’attenzione del mondo; tuttavia, a suo avviso, non c’è alcuna ragione per allarmarsi tanto, dal momento che Pechino sta agendo in maniera trasparente.

La Joint Sea 2017 non è la prima operazione che la marina cinese, nel solo mese di luglio, sta compiendo per aumentare il proprio raggio di azione. Martedì 11 luglio, le prime navi militari cinesi sono giunte nella base in Gibuti, nel Corno d’Africa, rendendola di fatto operativa. Tale base rappresenta il primo dispiegamento permanente di forze militari cinesi all’estero. La scelta del Gibuti, oltre ad avere un’importanza geografica molto strategica, dal momento che il piccolo Paese africano affaccia sul Mar Rosso, offrendo un accesso diretto al Medio Oriente, è in linea con la strategia del presidente cinese Xi Jinping di espandere la presenza della Cina nell’oceano Indiano.

Sofia Cecinini

Una nave da guerra cinese. Fonte: Wikimedia Commons

Una nave da guerra cinese. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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