Hezbollah: operazione congiunta con la Siria

Pubblicato il 23 luglio 2017 alle 2:13 in Libano Medio Oriente

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Nelle prime ore di venerdì mattina, 21 luglio, le milizie sciite di Hezbollah e l’esercito regolare siriano hanno dato il via a un’operazione congiunta contro le postazioni dei militanti di Tahrir Al-Sham, il gruppo jihadista di orientamento salafita che opera nella guerra civile siriana. L’attacco ha colpito due zone montuose situate al confine tra Libano e Siria. Si tratta di Arsal, in Libano, e Qalamun, in Siria.

La città di Arsal è situata in una zona di montagna nel nord-est del Libano, al confine con la Siria. L’area ospita migliaia di profughi provenienti dalla Siria. Grazie anche alla conformazione geografica del territorio, alcuni gruppi armati che combattono nella guerra in Siria, tra i quali Tahrir Al-Sham, vi hanno costruito delle basi operative.

L’attacco è stato lanciato in seguito al fallimento dei negoziati che si sono tenuti nella notte tra il 20 e il 21 luglio, durante i quali i militanti del gruppo Tahrir Al-Sham si sono rifiutati di ritirarsi dal territorio.

L’esercito libanese non è intervenuto nello scontro e ha assunto una posizione difensiva, creando un cordone di difesa intorno all’area interessata dal conflitto. L’intervento dell’esercito è previsto solo nel caso in cui ci siano delle infiltrazioni verso la città libanese di Arsal.

L’attacco giunge una settimana dopo la minaccia da parte del leader di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, il quale, l’11 luglio, aveva annunciato un attacco contro i militanti di Hezbollah, nel caso questi non avessero raggiunto un accordo con le autorità libanesi.

Martedì 18 luglio, anche il primo ministro libanese, Saad Al-Hariri, aveva annunciato un’operazione “studiata” dell’esercito libanese contro gli estremisti che si rifugiano nell’area.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

Forze di difesa israeliane al confine con il Libano. Fonte: Wikimedia Commons.

Forze di difesa israeliane al confine con il Libano. Fonte: Wikimedia Commons.

 

di Redazione

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