Putin il dominatore: la Siria come feudo

Pubblicato il 21 luglio 2017 alle 5:11 in Russia Siria

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Putin assume sempre di più il ruolo di protagonista in Siria, un paese che da tanti anni è sotto l’influenza della Russia e che Putin non intende lasciarsi strappare da nessuno.

Truppe russe stanno prendendo posizione nelle provincie di Deraa e Quneitra, alla frontiera tra Siria e Israele, per garantire il rispetto del cessato il fuoco concordato da Russia, Stati Uniti e Giordania lo scorso 7 luglio. La zona occupata dall’esercito russo comprende la zona cuscinetto stabilita dall’ONU nel 1973 al termine della Guerra del Kippur. Il fatto che sia affidato alle truppe russe il compito di garantire il rispetto del cessate il fuoco sta a significare che Trump riconosce, implicitamente, che la Russia conta più degli Stati Uniti in Siria. Questo stabilisce il codice non scritto della diplomazia internazionale. 

Bombe su Quneitra. Fonte: sfp

Bombe su Quneitra. Fonte: sfp

La Russia sta dispiegando le proprie truppe nelle provincie di Deraa e Quneitra, al fine di garantire il cessate il fuoco concordato in occasione del G20 di Amburgo da Donald Trump e Vladimir Putin. Con questa mossa, Mosca prende il controllo non solo della zona di de-escalation pattuita in Germania, ma anche della terra cuscinetto creata nel 1967 e ridisegnata nel 1973 dalle Nazioni Unite alla frontiera tra Siria e Israele, che comprende la città di Quneitra.

Le truppe russe assumono dunque su di sé anche il compito di garantire la non belligeranza tra Siria e Israele. L’accordo di Amburgo prevede infatti la creazione di una no-fly zone. Toccherà a Mosca impedire ai caccia israeliani di colpire le posizioni siriane nella regione. L’aviazione di Tel Aviv  negli ultimi mesi ha colpito più volte nella provincia di Quneitra proprio mentre l’esercito del presidente Assad, alleato di Mosca, attaccava le forze appoggiate dagli USA.

La pacificazione del confine tra Siria e Israele è importantissimo per rinforzare il governo di Damasco ed è di conseguenza di primario interesse per il Cremlino che difende quel regime. Lo scorso 9 marzo, ricevendo il premier di Israele Benjamin Netanyahu, Vladimir Putin aveva assicurato che la Russia avrebbe garantito i confini settentrionali dello stato ebraico, preoccupato dal rafforzamento di Hezbollah. Tel Aviv, tuttavia, preferirebbe continuare indisturbata le azioni aeree, secondo quanto riferisce il sito d’intelligence israeliano Debkafile, che definisce “sfida a Israele” l’azione di dispiegamento delle truppe russe.

Quneitra, abbandonata definitivamente nel 1973 e oggi “città fantasma”, si trova a soli 5 Km dalle posizioni dell’esercito israeliano e dalle alture del Golan. Le truppe russe nella regione stanno sostituendo le forze del governo di Damasco e alcuni battaglioni inviati dall’Iran, tuttavia, lamenta Israele, un contingente d’élite della milizia sciita libanese Hezbollah non è stato sostituito dalle forze di Mosca.

Lunedì 17 luglio, il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov aveva assicurato che Russia e Stati Uniti avrebbero fatto di tutto per tutelare gli interessi di Israele nella costruzione di una zona di sicurezza comune nel sud della Siria, e che la posizione di Tel Aviv, come quella di Ankara, era stata presa in considerazione nel corso del vertice tra Donald Trump e Vladimir Putin. Lavrov aveva cercato così di rassicurare Netanyahu dopo che erano trapelate indiscrezioni sull’opposizione israeliana alla tregua decisa da Mosca e Washington.

Il dispiegamento di Mosca segue di pochi giorni il voto della Duma che rinnova la missione militare russa in Siria, approvando il relativo decreto presidenziale. Il voto del parlamento russo, lo scorso 13 luglio, autorizzava le forze aeree russe e le truppe speciali presenti in Siria a continuare la propria opera di assistenza alle forze del governo siriano del presidente Bashar al-Assad.

Consultazione delle fonti russe e redazione a cura di Italo Cosentino

 

 

di Redazione

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