La guerra al narcotraffico arriva a Città del Messico

Pubblicato il 21 luglio 2017 alle 14:05 in America Latina Messico

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La guerra tra lo stato messicano e il narcotraffico ha raggiunto Città del Messico, nei cui quartieri meridionali hanno avuto luogo scene di guerriglia urbana dopo la morte del capo e di sette membri del cartello di Tláhuac, che controlla la zona sudorientale della capitale.

La marina messicana e i membri del cartello di Tláhuac hanno dato vita a una vera e propria battaglia urbana in un quartiere popolare nella zona sud di Città del Messico. La guerra contro il narcotraffico ha dunque coinvolto il cuore dello stato messicano, in una zona che dista appena mezz’ora di metro dal centro della capitale.

Soldati della Marina Messicana. Fonte: wikipedia.org

Soldati della Marina Messicana. Fonte: wikipedia.org

La Marina militare del Messico ha reso noto in un comunicato di essere stata attaccata da gruppi di criminali e di avere risposto al fuoco, lasciando sul terreno otto vittime. Tra queste Felipe de Jesús Pérez, meglio conosciuto come El Ojos, leader del cartello di Tláhuac, che controlla la zona sudorientale di Città del Messico e lo spaccio di stupefacenti nella Universidad Nacional Autónoma de México, il principale ateneo del paese.

Diversi testimoni hanno raccontato invece che elicotteri e mezzi militari hanno compiuto un’operazione “chirurgica” sul quartiere e che i membri del cartello, colti di sorpresa, hanno rubato autobus e autovetture cui hanno dato fuoco creando barricate per difendersi dall’attacco delle forze di sicurezza. Sedici persone sono state arrestate e decine di armi da fuoco sequestrate al termine dell’operazione.

Il governatore della capitale messicana, Miguel Ángel Mancera, ha cercato di limitare l’importanza dell’accaduto, nonostante alcune scuole della zona con corsi ancora attivi abbiano deciso di non tenere lezioni venerdì 21 luglio a causa dei disturbi.

La decisione di schierare la marina, l’arma più esperta nella lotta al narcotraffico, è sintomo dell’importanza crescente dei gruppi criminali che operano nella capitale, considerata per lungo tempo una sorta di oasi di legalità in un paese in continua guerra con i cartelli della droga.

La guerra al narcotraffico ha prodotto, paradossalmente, un boom di crimini comuni. Sconfitti o indeboliti i grandi clan storici (Sinaloa, Beltrán Leyva e altri), sono sorte decine di bande armate che controllano porzioni di territorio di modesta entità, che per sopravvivere affiancano al narcotraffico un’importate attività criminale fatta di rapine, sequestri, furti, estorsioni e omicidi.

Gli stati di Messico e Morelos, che circondano la capitale rispettivamente a nord e a sud, sono sede di diverse organizzazioni criminali in lotta fra loro che controllano le zone di frontiera con Città del Messico, la cui “autonomia” dai diversi cartelli della droga storici sembra non rientrare negli interessi dei nuovi clan.

 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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