Russia e Israele: no a demolizione monumenti sovietici in Polonia

Pubblicato il 20 luglio 2017 alle 19:58 in Russia

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Il parlamento russo e quello israeliano hanno lanciato un appello congiunto all’Europa a seguito della decisione delle autorità polacche di demolire i monumenti sovietici.

“Secondo il regolamento del parlamento israeliano si tratterebbe di una procedura speciale che si viene adottata molto di rado. La questione verrà esaminata dal parlamento alle 15:00 (ora locale)” ha dichiarato il capo del comitato per gli affari esteri della Duma, Leonid Sluzkij, durante la sessione plenaria di martedì 18 luglio.

L’appello della Duma è indirizzato ai parlamenti dei paesi europei “in relazione all’insulto alla memoria dei soldati caduti durante la liberazione dell’Europa dal nazismo e dall’olocausto”.

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Monumento ai caduti dell’Armata Rossa a Varsavia. Fonte: Ria Novosti

Secondo quanto riferito dallo speaker del parlamento, Vyachelsav Volodin, l’accordo con i colleghi israeliani è stato raggiunto durante la visita in Russia da parte del rappresentante del Kessnet. Volodin avrebbe inoltre aggiunto che Israele “come nessun altro popolo è consapevole del ruolo che i soldati dell’armata rossa hanno avuto nel salvare migliaia di persone”.

“Questi monumenti sono dedicati ai nostri e ai vostri nonni i quali hanno dato la propria vita per liberare l’Europa”, avrebbe infine aggiunto il portavoce, sottolineando che in molti paesi europei si stanno sviluppando casi analoghi a quello polacco.

Stando alle dichiarazioni della portavoce del Consiglio della Federazione, Valentina Matvienko, la Russia porterà avanti contromisure alla decisione delle autorità polacche.

Il presidente della Polonia, Andrzej Duda, ha firmato questo lunedì 17 luglio un’emendamento alla legge sul divieto di propaganda del comunismo, la quale prevedrebbe appunto la demolizione dei monumenti sovietici nel Paese. La legge entrerà in vigore tra tre mesi. Stando alle previsioni dell’Istituto della Memoria in Polonia, la legge sulla “decomunizzazione” riguarderà circa 230 monumenti dell’Armata Rossa.

Traduzione dal russo a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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