L’India che non piace alla Cina

Pubblicato il 20 luglio 2017 alle 20:05 in Approfondimenti Cina

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L’India sogna di diventare una grande potenza e, per questo, si sta impegnando in molte direzioni contemporaneamente, scrive Zhang Hong in un editoriale del Quotidiano del Popolo, il giornale del Partito Comunista Cinese.

Cina e India si confrontano sul confine tra Cina e Bhuthan dal giugno 2017, per una questione di presunta invasione di confine da parte dell’esercito cinese, poi smentita dall’India stessa. New Delhi ha scelto di non partecipare in alcuna misura al grande progetto infrastrutturale del presidente della Cina, Xi Jinping, Belt and Road, che mira a collegare Europa, Asia e Africa per terra e per mare ricreando una Via della Seta nel mondo contemporaneo. New Delhi si oppone  fermamente anche alla realizzazione del Corridoio Economico Cina-Pakistan –parte del Belt and Road – che dovrebbe attraversare la regione contesa del Kashimir. Il primo ministro dell’India, Narendra Modi, sta cercando di avvicinarsi sempre di più agli Stati Uniti e ha molti punti di convergenza con il presidente Trump.

Tutto questo, conduce Pechino a guardare con sospetto verso New Delhi e ad analizzare quelle che sono le sue mosse strategiche. In un editoriale sul Quotidiano del Popolo, Zhang Hong delinea il profilo dell’India vista dalla Cina.

L’obiettivo dell’India, secondo l’editorialista cinese, sarebbe quello di realizzare il “sogno di divenire una grande potenza”. Non a caso l’autore parla di “sogno” quasi implicando un’imitazione da parte indiana di quello che è stato lo slogan della prima parte del governo del presidente Xi Jinping, ovvero la realizzazione di un “sogno cinese”.

Quali sono le azioni di politica estera che l’India sta portando per rafforzare la sua posizione sullo scacchiere internazionale e aumentare la sua influenza politica? Zhang Hong li analizza uno per uno.

Prima di tutto, New Delhi vuole affermare la sua influenza in Asia e lo fa partendo dai paesi che le sono più vicini. Il 16 luglio, in Pakistan, in prossimità della linea di controllo di confine indo-pakistana, un veicolo dell’esercito è esploso, causando la morte di 4 soldati. Secondo fonti pakistane, la responsabilità sarebbe stata dell’esercito indiano. Si tratterebbe dell’ultima delle 580 violazioni del cessate fuoco dell’India, nella regione contesa del Kashmir. Altro caso emblematico è l’intromissione dell’India nella disputa di confine tra Cina e Bhuthan, che mostra il timore di New Delhi che il piccolo stato himalayano possa decidere di avvicinarsi a Pechino e al progetto Belt and Road.

Sempre in Asia, l’India sta aumentando i suoi contatti con i paesi dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN), con cui ha avviato un meccanismo di dialogo noto come “il dialogo di Delhi”. Il forum per il dialogo India-ASEAN si è tenuto per la prima volta il 4 luglio. L’India sta anche rafforzando la cooperazione militare e per la difesa con il Myanmar, il capo delle forze armate birmane è stato in visita ufficiale a New Delhi il 7 luglio.

Sul versante dell’Oceano Indiano, l’India ha avviato delle operazioni di pattugliamento congiunto ed esercitazioni con la marina degli Stati Uniti e del Giappone che si sono svolte per la prima volta dal 7 al 10 luglio 2017.

L’India è molto impegnata, scrive Zhang Hong, ma qual è il fine ultimo di tutte queste mosse strategiche? Secondo l’editorialista cinese l’obiettivo è quello di raggiungere, passo per passo, una posizione di potenza internazionale e di aumentare il suo prestigio, per questo ha un atteggiamento aggressivo, soprattutto nei confronti dei paesi dell’Asia Meridionale. “L’India vede il Sud dell’Asia come il suo cortile e non tollera che altri grandi paesi aumentino la loro influenza sull’area”, afferma il prof. Sun Shihai, direttore dell’Istituto per l’India dell’Istituto di ricerca sull’Asia Meridionale e Sud Est Asiatico di Kunming, in Cina. Il prof. Sun ricorda che l’attuale primo ministro dell’India, Narendra Modi, ha optato per una politica estera che mette “il vicinato al primo posto” e mira a creare legami saldi con i paesi del Sud dell’Asia.

Questa è la ragione per cui, secondo lo studioso cinese, l’India percepisce ogni altro grande paese che estende la sua influenza sul Sud-Est Asiatico come un avversario strategico.

Nell’analisi del professore cinese, il riferimento indiretto è alla Cina, che come l’India, sta costruendo la sua rete di alleanze ed espandendo la sua influenza strategica del mondo partendo proprio dai paesi limitrofi. Pechino ritiene che possa esservi un forte contrasto di interessi con New Delhi, dal momento che entrambi i giganti dell’Asia si contendono il favore e l’alleanza dei paesi che li circondano.

Un’ulteriore possibile fonte di contrasto tra Cina e India potrebbe giungere dal tentativo del primo ministro Modi di rafforzare il legame del suo paese con gli Usa. Durante l’ultimo incontro tra Trump e Modi nel giugno 2017, i due leader hanno ribadito il partenariato strategico tra i due paesi. Secondo l’analisi di Zhang Hong, la ragione di fondo di questo avvicinamento di New Delhi a Washington sarebbe quello di poter creare un contrappeso alla crescita dell’influenza di Pechino in Asia.

Nell’ultima parte del suo editoriale Zhang Hong sposta lo sguardo dal potere diplomatico a quello economico. secondo i dati dei media dell’India, New Delhi potrebbe diventare il paese con la maggior crescita economica al mondo. Il tasso di crescita dell’economia dell’India dovrebbe attestarsi intorno al 7.7% nel decennio 2015-2025.

L’India sta investendo molto nella difesa con un budget di investimento per i prossimi 5 anni di 416 miliardi di dollari per la modernizzazione delle forze armate. Il Ministero della Difesa di New Delhi spera che con un incrementata ricchezza economica, il paese possa disporre di sempre maggiori risorse da investire per rendere l’esercito uno d’avanguardia.

L’India è una potenza emergente che sta registrando una importante crescita economica, proprio mentre l’economia cinese sta rallentando. Se da un lato l’economia indiana si sta avvicinando a quella cinese, conclude l’editoriale, New Delhi ha ancora molta strada da fare per raggiungere Pechino in materia di difesa, istruzione e sanità.

La cosa più importante che manca all’India, scrive l’autore, è una visione strategica d’insieme, soprattutto in merito ai rapporti con gli Usa e con la Cina. Tra grandi potenze può esistere cooperazione, ma anche competizione. Ciò che accadrà in futuro tra Cina e India dipenderà in grande misura dalle scelte strategiche di New Delhi, conclude l’editoriale.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

Il leader cinese, Xi Jinping. Fonte: Wikimedia Commons

Il leader cinese, Xi Jinping. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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