Indonesia: sciolto il primo gruppo estremista

Pubblicato il 20 luglio 2017 alle 5:05 in Asia Indonesia

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L’Indonesia ha bandito ufficialmente il gruppo Hizb ut-Tahrir – Partito Islamico di liberazione – grazie al nuovo decreto legge che dà al governo il potere di sciogliere qualsiasi organizzazione metta in pericolo l’unità nazionale e i principi fondanti dello stato.

Il gruppo panislamico Hizb ut-Tahrir (Partito Islamico di liberazione) è un’organizzazione che mira all’adozione della legge islamica e alla creazione di un Califfato Islamico in molti paesi dell’Asia centrale e meridionale. Il gruppo è stato bandito perché, secondo il direttore generale del Ministero della Giustizia di Jakarta, minaccia l’unità del paese. Hizb ut-Tahrir ha dichiarato che non rimarrà silente di fronte alla decisione del governo e la impugnerà in tribunale.

Lo scioglimento dei gruppi estremisti che vanno contro i principi fondanti dello stato indonesiano, ovvero la Pancasila, è stato possibile grazie alla sigla, da parte del presidente dell’Indonesia Joko Widodo, di un decreto legge mirato proprio a bandire tutte le organizzazioni che vanno contro l’unità nazionale.

Si tratta della prima volta che il governo scioglie un’organizzazione civile senza passare per un processo in tribunale.

Sono molti gli esperti legali e di diritti umani a criticare l’adozione del nuovo decreto legge, ritenendolo uno strumento troppo potente in mano al governo che può, così, sciogliere qualsiasi gruppo senza passare per i procedimenti giuridici e minare la libertà di associazione.

L’obiettivo ultimo della nuova legge è quello di limitare la diffusione nel paese di gruppi islamisti radicali ed estremisti in Indonesia. Si tratta di un provvedimento intrapreso in un momento in cui tutti i paesi del Sud-Est Asiatico temono la diffusione a macchia d’olio dell’estremismo islamico, soprattutto da quando, il 23 maggio, un gruppo radicalista islamico ha occupato la città di Marawi, nelle Filippine.

Hizb ut-Tahrir al-Islami (Partito Islamico di liberazione) è un’organizzazione politico-religiosa fondata nel 1953 in Egitto. Ha come scopo la fondazione di un califfato mondiale tramite l’eliminazione di governi non-islamici in terre musulmane e il ritorno dei musulmani a “un vero stile di vita islamico” e sostiene di volerlo fare usando metodi non violenti. È ancora presente in Australia, mentre è stato bandito dal Regno Unito dalla maggior parte dei paesi dell’Asia centrale e orientale. Nella sola Indonesia il gruppo si stima abbia decine di migliaia di membri.

l Pancasila è il pensiero filosifico-politico su cui si basa il partito al governo dell’Indonesia, il Partai Demokrat. Il termine è di derivazione sanscrita e vuol dire “cinque principi”. Si tratta dei principi che guidano il lavoro del governo e ne fondando la costituzione. Il Pancasila è composto da: fede in un solo Dio, giustizia e civilizzazione, unità nazionale, democrazia e giustizia sociale. Il Pancasila è stato enunciato la prima volta dall’allora futuro presidente Sukarno, nel 1945. In seguito è stato incorporato nella costituzione dell’arcipelago unificato.

L’Indonesia è un paese laico a maggioranza islamica che rispetta la libertà di culto dei suoi cittadini. Una libertà limitata, però, a sei religioni ritenute da Sukarno basate sulla fede in un solo Dio, il primo dei principi del Pancasila. Le sei religioni sono: Islam, Cristianesimo (protestantesimo e cattolicesimo), Induismo, Buddismo e Confucianesimo. La diversità religiosa è stata, storicamente, causa di instabilità sociale in Indonesia soprattutto alla fine del regime del presidente Suharno, nel 2008. Da allora gli attentati e le azioni terroristiche da parte dei gruppi militanti islamisti si sono moltiplicati.

Bandiera di Hizb ut-Tahrir, fonte: Wikipedia Commons

Bandiera di Hizb ut-Tahrir, fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

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