Netanyahu e la logica della guerra

Pubblicato il 18 luglio 2017 alle 12:34 in Medio Oriente Siria

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Il presidente israeliano Benjamin Netanyahu si è opposto al cessate il fuoco in Siria. Venerdì 7 luglio, Stati Uniti e Russia, durante un incontro a margine del G20, avevano raggiunto un accordo per una tregua nella Siria meridionale. L’accordo prevedeva l’imposizione di un cessate il fuoco nelle province di Dar’a, Quneitra e Al-Suwayda, iniziato domenica 9 luglio. Al cessate il fuoco sono affidate le speranze di coloro che auspicano la fine della guerra in Siria. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, teme che il cessate il fuoco nel sud della Siria impedisca a Israele di sparare contro le milizie anti-israeliane, in particolare, contro le milizie sciite di Hezbollah. Israele vuole essere nella condizione di aprire liberamente il fuoco contro i suoi nemici nei territori siriani che occupa sulle alture del Golan.

Inoltre, Israele teme il rafforzamento della presenza dell’Iran nel sud della Siria. Le milizie di Hezbollah sono, in larga parte, dipendenti dal governo dell’Iran. In sintesi, Israele vorrebbe avere le mani libere per condurre eventuali bombardamenti contro Hezbollah che, dal punto di vista di Israele, è un’emanazione dell’Iran. Le milizie di Hezbollah hanno la propria base in Libano, ma stanno operando nel sud della Siria in difesa del presidente Bashar Al-Assad. Combattendo contro Hezbollah, Israele intende contrastare l’espansione dell’Iran a ridosso dei suoi confini. La grande paura di Netanyahu è che l’Iran stabilisca basi militari, navali e aeree, a due passi da Israele.

Il 4 luglio 2017, il ministro della difesa israeliano, Avigdor Lieberman, ha denunciato la costruzione da parte dell’Iran di una fabbrica che produce armi e missili in Libano, un altro Paese che confina con Israele. Si tratterebbe di una fabbrica sotterranea, situata a una profondità di oltre 50 metri, tale da renderla immune agli attacchi aerei. La fabbrica produrrebbe varie tipologie di missili con una gittata di oltre 500 km, tra i quali missili terra-terra e missili terra-mare.

Il 14 luglio scorso, Al-Arabiya ha riferito che l’Iran ha costruito una fabbrica di missili a lungo raggio in Siria. Al-Arabiya riporta in lingua araba che: “Fonti dell’opposizione siriana hanno svelato che l’Iran ha creato una fabbrica di missili in Siria, con il supporto di Russia e Corea del Nord”. Alla fabbricazione dei missili starebbe partecipando anche il Syrian Scientific Studies and Research Center. Si tratta di un’agenzia governativa siriana accusata dagli Stati Uniti di essere la principale responsabile della fabbricazione di armi chimiche e del loro utilizzo nell’area contro i civili siriani.

Alessandro Orsini e Laura Cianciarelli, che ha tradotto i testi arabi

Benjamin Netanyahu. Fonte: President of Russia.

Benjamin Netanyahu. Fonte: President of Russia.

di Redazione

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