Filippine: strategie anti-Isis

Pubblicato il 18 luglio 2017 alle 6:03 in Asia Filippine

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Il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, ha offerto la possibilità di auto-governo alla minoranza islamica del suo paese, lunedì 17 luglio. Si tratta di un tentativo per arginare la diffusione delle ideologie estremiste nel sud del paese.

La ragione per cui il presidente Rodrigo Duterte è giunto a promuovere la proposta per il governo autonomo del sud del paese risiede nella città di Marawi.

Marawi è una città delle Filippine situata sull’isola meridionale di Mindanao, l’unica a maggioranza islamica in un paese dove la fede cristiana è la più diffusa. Marawi è una città sotto assedio dal 23 maggio 2017, quando i guerriglieri del gruppo terroristico locale Maute sono entrati dentro le mura cittadine sventolando le bandiere nere dell’Isis. Il gruppo Maute è una delle organizzazioni terroristiche del Sud-Est Asiatico ad aver giurato fedeltà alla causa dell’Isis. Dopo l’assedio, il presidente delle Filippine ha posto tutta l’isola di Mindanao sotto legge marziale e gli scontri tra esercito e militanti proseguono da quasi due mesi. Sono più di 500 le vittime del conflitto e più di 400 mila gli sfollati che hanno lasciato Marawi e le zone limitrofe.

Per quale ragione il presidente Duterte, in un momento delicato in cui il suo governo deve gestire una crisi di questa portata, decide di proporre una forma di autogoverno alla minoranza islamica delle Filippine? La ragione non è complessa. Rodrigo Duterte spera di convincere i musulmani delle Filippine a rifiutare i militanti Maute e gli altri gruppi estremisti proponendo una maggiore autonomia politica e riducendo, almeno in parte, la sfiducia che la minoranza islamica ha nei confronti del governo.

L’isola di Mindanao è stata interessata per decenni da conflitti e scontri tra i gruppi islamici separatisti e le forze governative. La minoranza islamica ha chiesto, anche con la violenza, la separazione di fatto dal governo centrale di Manila e i negoziati tra governo e alcuni gruppi insurrezionisti sono in corso da diversi anni. L’idea di fondo del governo è che offrire un’alternativa a quella dell’estremismo islamico sia cruciale per sconfiggere la diffusione dei gruppi filo-Isis nelle Filippine.

Il presidente Rodrigo Duterte ha affermato che sosterrà al Congresso la proposta di legge per la “Bangsamoro Basic Law” – una sorta di costituzione di base per costituire una regione autonoma nel sud del paese – presentata dalla commissione congiunta tra funzionari governativi e il Moro Islamic Liberation Front (MILF), il più importante gruppo di guerriglia separatista delle Filippine.

“Questo momento è un passo avanti significativo nel nostro tentativo di mettere fine a secoli di odio, sfiducia e ingiustizia che hanno condizionato le vite di milioni di filippini”, ha affermato il presidente Rodrigo Duterte nel suo discorso di fronte alla commissione congiunta che ha proposto la nuova legge.

Secondo il presidente del Moro Islamic Liberation Front, Murad Ebrahim, i militanti del gruppo Maute che assediano Marawi, “si sono nutriti della frustrazione delle persone” generata dal senso di insoddisfazione nei confronti delle autorità di Manila.

Le insurrezioni islamiche nel sud delle Filippine e in particolare sull’isola di Mindanao risalgono agli anni ’70 e hanno causato più di 700 mila vittime. Nel 2014, il Moro Islamic Liberation Front ha siglato un accordo di pace con l’allora presidente Benigno Aquino, ma il Congresso non ha mai approvato la proposta di legge per l’autonomia del Sud, che era parte integrante dell’accordo.

È stato dopo questa delusione che molte fazioni dei ribelli islamisti hanno iniziato a giurare fedeltà all’Isis. Si tratta di una tendenza che si è poi concretizzata con l’assedio di Marawi, il 23 maggio 2017.

Un esperimento di autonomia politica a Mindanao è stato fatto in alcune zone dell’isola nel 1996, in seguito a un accordo tra un altro gruppo insurrezionista, il Moro National Liberation Front (MNLF), e il governo. La regione autonoma non è riuscita però a porre fine alla violenza e alle ribellioni.

La presidente dei negoziati di pace per il governo, Irene Santiago, ha dichiarato che Manila si aspetta che la nuova legge base per l’autonomia del sud venga approvata dal Congresso nel giro di un anno. “I prossimi 12 mesi sono ricchi di opportunità, ma anche pieni di pericolo. Il pericolo ci guarda dritti negli occhi ed è l’estremismo violento, la fonte della crisi a Marawi”, ha dichiarato Irene Santiago. Nella prossima settimana, il presidente Rodrigo Duterte dovrà decidere se prolungare o meno la legge marziale a Mindanao. La costituzione delle Filippine stabilisce un limite di 60 giorni alla legge marziale, per evitare che si verifichino abusi di potere da parte del presidente, come accadde durante la dittatura militare di Ferdinand Marcos. Nonostante il limite costituzionale, il Congresso può autorizzare un’estensione della legge marziale. Il presidente Duterte il 18 luglio ha chiesto l’estensione della legge marziale fino alla fine del 2017.

Rodrigo Duterte, presidente delle Filippine. Fonte: News Soho

Rodrigo Duterte, presidente delle Filippine. Fonte: News Soho

di Redazione

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