L’IS perde terreno anche in Afghanistan

Pubblicato il 15 luglio 2017 alle 11:35 in Afghanistan Asia

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Ieri, venerdì 14 luglio, la portavoce del Pentagono, Dana White, ha annunciato ufficialmente la morte di Abu Saeed, leader dello Stato Islamico del Khorasan (ISIS-K). Abu Saeed era diventato capo della cellula dell’IS in Afghanistan dopo l’uccisione del suo predecessore, Abdul Hasib, avvenuta il 27 aprile 2017, in seguito a un’operazione militare congiunta dell’esercito afghano e delle forze speciali statunitensi.

Lo Stato Islamico del Khorasan è un gruppo jihadista formato da ex talebani pakistani, attivo in Afghanistan e in Pakistan. Dopo essersi allontanata da Al-Qaeda, il 26 gennaio 2015, l’organizzazione ha aderito formalmente allo Stato Islamico. Il gruppo è, quindi, diventato una waliyat – provincia – del Califfato nel Khorasan.

Abu Said sarebbe stato ucciso in un attacco aereo delle forze americane, lanciato martedì 11 luglio nella provincia di Konar, nel nord-est dell’Afghanistan, contro la base dell’organizzazione. L’attacco ha causato la morte di molti militanti del gruppo islamista. Secondo il Pentagono, l’attacco sarebbe stato lanciato per impedire i piani di espansione dello Stato Islamico in Afghanistan.

Il ministro della Difesa americano, Jim Mattis, ha affermato che “l’avvenimento è importante perché l’uccisione di un leader dell’organizzazione la indebolisce” e ha aggiunto che per gli americani “è una chiara vittoria nell’ambito dell’indebolimento dell’organizzazione ed è la giusta direzione”.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

Attacco aereo in Afghanistan. Fonte: Wikimedia Commons.

Attacco aereo in Afghanistan. Fonte: Wikimedia Commons.

 

di Redazione

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