La guerra dimenticata dello Yemen

Pubblicato il 15 luglio 2017 alle 11:22 in Approfondimenti Yemen

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Lo Yemen è dilaniato da una guerra civile. Secondo i dati dell’ONU, dal marzo 2015, data di inizio del conflitto, al marzo 2017, sono state uccise 50 000 vittime civili.

Dal 21 marzo 2015, nel Paese si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere. Da un lato, gli Houthi, un gruppo zaidita sciita, che ha la propria base nella capitale Sana’a e che si è alleato con il presidente yemenita destituito Ali Abdullah Saleh. Dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, che hanno la propria base ad Aden. Il presidente Rabbo Mansour Hadi è l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale.

I disordini in Yemen sono iniziati nel 2011, sull’onda delle Primavere arabe che hanno investito la maggior parte dei Paesi arabi. Nello Yemen, in particolare, il popolo ha manifestato insofferenza verso il presidente, Ali Abdullah Saleh, che è un politico di lungo corso. È stato presidente dello Yemen del Nord dal 1978 al 1990. Quando lo Yemen del Nord e lo Yemen del Sud si fusero, continuò a ricoprire il ruolo di presidente. In seguito a un’escalation di violenze, culminate con un attentato contro la sua vita, il 23 novembre 2011, Saleh ha acconsentito a lasciare il potere, nominando al suo posto il vice Abd Rabbih Mansur Hadi, divenuto il nuovo presidente yemenita.

Il 21 settembre 2014, gli Houthi, un movimento religioso e politico di ispirazione zaidita che fa capo ad Abdelmalik Al-Houthi, sfruttando il malcontento popolare, hanno preso il controllo di gran parte della capitale Sana’a e di molte altre zone del Paese, tra cui la parte più estesa della costa yemenita, che si affaccia sul mar Rosso. Da quel momento, lo Yemen ha vissuto una sanguinosa guerra civile e una delle catastrofi umanitarie più gravi della storia del Paese.

Ad aggravare la guerra civile yemenita, ha contribuito l’intervento in Yemen di due blocchi politico-militari esterni al Paese. Il primo è costituito da una coalizione arabo sunnita, guidata dall’Arabia Saudita. La coalizione è entrata in Yemen il 26 marzo 2015, su richiesta del presidente Abd Rabbih Mansur Hadi. Il secondo blocco è a guida iraniana e si cela dietro le milizie Houthi, sciite. L’Iran supporta gli Houthi indirettamente, attraverso l’invio nel Paese di armi avanzate e di consiglieri militari. Entrambe le parti mirano a stabilire il proprio controllo nel Paese e temono che la fazione avversa stabilisca la propria presenza nel territorio, ampliando così l’influenza sciita o sunnita nella regione.

A ciò si aggiunga che il 5 luglio scorso anche gli Stati Uniti sono intervenuti militarmente in Yemen, causando la morte di almeno dieci persone, tra donne e bambini. La posizione degli Stati Uniti in Yemen è cambiata nell’ultimo anno, a partire dall’insediamento del nuovo presidente, Donald Trump, alla Casa Bianca, il 20 gennaio scorso. Secondo l’amministrazione americana, il bombardamento dello Yemen costituisce un passo importante per combattere il terrorismo nella regione. Gli Stati Uniti considerano l’Iran il primo nemico in Medio Oriente e l’Iran supporta una delle fazioni coinvolte nella guerra civile in Yemen, quella degli Houthi. Opposta la posizione dell’ex presidente americano, Barack Obama, che sosteneva, invece, la necessità della pacificazione con l’Iran.

Gli scontri tra le due parti, gli Houthi da un lato e le forze del presidente Hadi dall’altro, sono all’ordine del giorno in Yemen e, recentemente, sono diventati ancora più violenti. In particolare, il 13 luglio scorso, le milizie degli Houthi hanno tentato di entrare nei territori ad est della capitale Sana’a, riconquistati dalle forze dell’esercito yemenita. Lo scontro ha causato la morte di 30 uomini armati del gruppo Houthi.

Nel frattempo, le forze della coalizione, a guida saudita, continuano a combattere gli Houthi, soprattutto nella zona di confine tra Yemen e Arabia Saudita. Proprio in quest’area, il 13 luglio, la coalizione ha lanciato 17 raid contro le postazioni dei ribelli yemeniti.

Ieri, 14 luglio, si sono verificati nuovi scontri tra le due parti nella provincia di Lahj, a sud del Paese. Il bilancio delle vittime è di 13 morti, tutti soldati delle milizie Houthi.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

Soldati yemeniti. Fonte: Wikipedia.

Soldati yemeniti. Fonte: Wikipedia.

di Redazione

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