Liu Xiaobo, una sedia vuota tra i Nobel

Pubblicato il 14 luglio 2017 alle 5:03 in Asia Cina

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Il premio per la Pace, scrittore e attivista per i diritti umani cinese Liu Xiaobo è morto in ospedale all’età di 61 anni, giovedì 13 luglio. Stava scontando una pena di 11 anni inflittagli nel 2009, a causa del suo impegno per la promozione dei diritti umani in Cina. Le reazioni della comunità internazionale sono dure, soprattutto quella del Comitato per il Nobel della Norvegia che accusa la Cina di avere una “pesante responsabilità nella morte prematura” dello scrittore.

Nel 2010 a Liu Xiaobo era stato assegnato il premio Nobel per la Pace, ma essendo lo scrittore in carcere non ebbe modo di ritirarlo. Il 26 giugno 2017 lo scrittore era stato trasferito dal carcere, dove stava scontando i suoi 11 anni di pena per “incitamento alla sovversione dell’ordine dello stato”,  all’ospedale di Shenyang per ricevere cure mediche per un cancro epatico terminale.

Mentre sui media ufficiali della Cina la notizia non è apparsa, essa ha avuto un forte eco sui media di tutto il mondo e le reazioni alla scomparsa di Liu Xiaobo non hanno tardato ad arrivare.

La Cina avrebbe una “pesante responsabilità” per la morte del Premio Nobel, secondo il Comitato Norvegese per il Nobel, poiché ha ignorato gli appelli dei famigliari dello scrittore, come quelli della comunità internazionale, che chiedevano il trasferimento di Liu Xiaobo all’estero per la cura del suo cancro epatico.

Far uscire lo scrittore dissidente dalla Cina per gli ultimi giorni della sua vita non era un’opzione per il governo cinese, che ha assicurato che l’uomo avrebbe avuto tutti i trattamenti necessari in patria e che, essendo un prigioniero avrebbe avuto lo stesso trattamento di qualsiasi altro detenuto, rimanendo sotto il controllo della sicurezza cinese. L’unica concessione da parte di Pechino è stata permettere a due medici – un tedesco e uno statunitense – di visitare Liu Xiaobo l’11 luglio. I media indipendenti hanno riportato che i due professionisti avrebbero ritenuto possibile lo spostamento del premio Nobel in Germania o negli Usa, ma questo non è mai stato autorizzato. 

“Crediamo che sia molto fastidioso che Liu Xiaobo non sia stato spostato in un luogo in cui avrebbe potuto ricevere un trattamento medico adeguato, prima che la sua patologia divenisse terminale”, ha dichiarato Berit Reiss-Andersen, la presidente del Comitato Norvegese per il Nobel. La dichiarazione ha anche contestato la decisione del governo cinese di non spostare all’estero Liu Xiaobo per le cure.

“Mentre il mondo intero la osservava, la Cina ha deciso di mantenere l’isolamento del suo prigioniero”, ha aggiunto la presidente Andersen. “Ora sappiamo che dobbiamo accettare il fatto che la sua sedia rimarrà per sempre vuota”, continua la dichiarazione riferendosi alla sedia vuota utilizzata per rappresentare l’assenza di Liu Xiaobo durante la cerimonia di conferimento del suo premio Nobel per la Pace. “Siamo convinti che Liu Xiaobo rimarrà un simbolo potente per tutti coloro che combattono per la libertà, la democrazia e un mondo migliore”.

La presidente del Comitato per il Nobel ha criticato la comunità internazionale per aver mantenuto “il silenzio o con reazioni esitanti” di fronte alla notizia della malattia terminale di Liu Xiaobo, anche se la Francia, la Germania, gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno chiesto il suo rilascio incondizionato. “Trovo triste e fastidioso che i rappresentanti del mondo libero, che danno tanta importanza alla democrazia e ai diritti umani non siano così pronti a farsi avanti per quei diritti a favore di altri”, ha concluso la Reiss-Andersen.

Il Comitato per il Nobel è indipendente rispetto al governo della Norvegia, che ha mantenuto il silenzio sulla vicenda. Ciò è avvenuto poiché nel 2010 Pechino ha congelato i rapporti con Oslo in seguito alla notizia dell’attribuzione del Nobel a Liu Xiaobo e le relazioni bilaterali sono tornate alla normalità solo nel dicembre 2016. Nonostante ciò, i media ufficiali cinesi descrivono l’attribuzione del Nobel come una ferita ancora aperta per la Cina.

Reazioni molto forti alla scomparsa di Liu Xiaobo sono giunte dall’attivista uiguro Orkesh Dolet, leader delle proteste studentesche del 1989 a cui anche il premio Nobel aveva preso parte. Dolet ha affermato che il governo cinese ha deliberatamente ucciso Liu Xiaobo, un eroe. Dolet ha lasciato la Cina e vive a Taiwan, dove continua a presiedere il movimento del 4 giugno, che richiama la data del massacro di piazza Tian’anmen. La presidente di Taiwan – che Pechino considera una regione a statuto speciale, ma che è de facto indipendente – Tsai Ing-wen ha comunicato il suo rammarico per la scomparsa del Premio Nobel e chiesto la liberazione della sua famiglia come segno dell’esaudimento dell’ultima volontà dello scrittore.

Dagli Stati Uniti la richiesta del Segretario di Stato Tillerson è stata la medesima. Un appello alle autorità di Pechino perché concedano la libertà dai domiciliari almeno alla moglie del premio Nobel, l’artista Liu Xia e le permettano di lasciare il paese. La stessa richiesta è arrivata anche dall’Ambasciatore Usa in Cina, che ha anche chiesto la liberazione dei prigionieri politici.

Ad Hong Kong, gli attivisti pro-democrazia hanno organizzato una veglia funebre in memoria di Liu Xiaobo, sotto l’occhio vigile della polizia. 

Liu Xiaobo era stato arrestato nel 2009 con l’accusa di aver incitato alla sovversione del potere politico con la Carta 08, documento di cui era co-autore che chiedeva una separazione dei poteri dello stato in Cina e maggiori libertà democratiche. La moglie di Liu Xiaobo, Liu Xia, era invece agli arresti domiciliari dal 2010, quando al marito era stato assegnato il Nobel per la Pace. Liu Xiaobo è il primo premio Nobel per la Pace a morire in stato di prigionia dopo il 1938, quando Carl von Ossietzky, pacifista tedesco, morì in ospedale mentre era prigioniero dei Nazisti.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

La sedia di Liu Xiaobo per la consegna del Nobel rimarrà per sempre vuota. "La sedia vuota", Samuel Luke Fildes, Fonte: Wikipedia Commons

La sedia di Liu Xiaobo per la consegna del Nobel rimarrà per sempre vuota. “La sedia vuota”, Samuel Luke Fildes, Fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

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