Israele e Siria: nemici sempre

Pubblicato il 14 luglio 2017 alle 5:05 in Israele Medio Oriente

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La guerra civile in Siria ha tragicamente indebolito Bassar al Assad, presidente della Siria e grande nemico di Israele. Gli israeliani cercano di trarre vantaggio da questa debolezza. Più volte, Netanyahu aveva chiesto a Obama di poter ottenere il riconoscimento americano dell’annessione israeliana delle alture del Golan, un territorio siriano occupato da Israele nella guerra del 1967. Obama si oppose, ma Netanyahu è tornato a sperare dopo l’elezione di Trump. Siccome le risoluzioni dell’Onu impongono il ritiro di Israele anche dalle alture del Golan, Netanyahu spera nell’appoggio della potenza americana per perseverare nella violazione del diritto internazionale. È dunque signifcativo che siano state indette le prime elezioni israeliane in Golan. Dura la reazione della Siria, che accusa Israele di voler “giudaizzare” il territorio.

Le autorità di occupazione israeliane hanno deciso di tenere le elezioni locali in alcuni villaggi nelle alture del Golan per la prima volta dall’occupazione del territorio, il 5 giugno 1967.

Secondo fonti israeliane, la decisione del ministro degli interni israeliano, Aryeh Deri, è stata giudicata duramente dalla Siria, che ha accusato Israele di lavorare per sminuire la sovranità siriana nel Golan e per “giudaizzare” il territorio.

Il Ministero degli Esteri siriano ha presentato un reclamo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per contrastare lo svolgimento di queste elezioni. Le ragioni della Siria si fondano sulla convinzione che le alture del Golan siano parte integrante del territorio siriano e che  “torneranno alla terra madre, presto o tardi”.

La posizione della Siria è supportata da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, la n. 497 del 1981, che ha confermato l’illegalità dell’annessione del Golan ai territori israeliani. Nonostante il Consiglio di Sicurezza dell’ONU abbia emesso due precedenti risoluzioni – la n. 242 del 1967 e la n. 338 del 1973 – che impongono il ritiro di Israele da tutti i territori arabi occupati nel 1967, compreso il Golan siriano, Israele si è rifiutato di dare seguito alle risoluzioni.

Secondo fonti arabe, nei villaggi chiamati a votare, su 21 mila cittadini, meno di 1500 sono israeliani. La maggioranza di loro è in possesso di un permesso di soggiorno, dal momento che si rifiuta di riconoscere la sovranità di Israele sul Golan.

Israele ha stabilito che ogni singolo cittadino di questi villaggi potrà votare nelle elezioni locali, anche se non è in possesso di una carta d’identità israeliana.

La decisione di Israele di indire elezioni locali nei territori del Golan occupati complica ulteriormente i rapporti, già molto complessi, tra Israele e Siria. Nelle ultime settimane, infatti, Israele ha più volte aperto il fuoco contro la Siria, accusata di aver colpito Israele durante gli scontri interni tra l’esercito regolare siriano e le forze ribelli. Israele teme un rafforzamento nell’area della presenza sciita, favorevole ad Al-Assad e sostenuta dall’Iran. Teme, più di ogni altra cosa, la crescita di Hezbollah, la milizia libanese legata all’Iran.

Alessandro Orsini e Laura Cianciarelli, che ha tradotto i testi arabi

Alture del Golan. Fonte: Wikimedia Commons.

Alture del Golan. Fonte: Wikimedia Commons.

di Redazione

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