Il Myanmar non concede visti agli investigatori Onu

Pubblicato il 13 luglio 2017 alle 6:23 in Asia Myanmar

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Il governo del Myanmar rifiuta il visto alla squadra d’indagine delle Nazioni Unite che dovrebbe investigare sulla situazione della minoranza etnica di fede musulmana Rohingya.

Il governo civile del Myanmar guidato dal premio Nobel per la Pace Aung San Suu-Kyi aveva già dichiarato, il 30 giugno, che gli investigatori del Consiglio dell’Onu per i Diritti Umani non erano i benvenuti nel paese, ma il 12 luglio ha ufficialmente rifiutato di concedere loro i visti d’ingresso.

La necessità di una missione investigativa dell’Onu è dovuta alle accuse all’esercito birmano mosse dagli attivisti per i diritti umani. L’esercito avrebbe commesso atrocità come stupri ed esecuzioni sommarie durante la sua operazione militare nello stato di Rakhine, nel nord del Myanmar, abitato dalla minoranza etnica Rohingya, di religione islamica. L’operazione militare va avanti dall’ottobre del 2016 ed è stata scatenata da alcuni attacchi ai posti di polizia di confine effettuati da un gruppo di militanti Rohingya.

Il Myanmar afferma che le indagini sono in corso all’interno del paese, ma da Ginevra il direttore di Human Rights Watch, John Fisher avvisa che il Myanmar rischia di finire “nell’infausto club dei paesi che rifiutano le decisioni del Consiglio per i Diritti Umani”. Si tratta del gruppo degli “stati paria” di cui fanno parte la Corea del Nord, l’Eritrea, la Siria e il Burundi che hanno ostacolato il lavoro degli investigatori indipendenti e internazionale di fronte ad abusi e violazioni dei diritti umani. Secondo Fisher sarebbe triste vedere un paese con un governo eletto democraticamente come il Myanmar finire nella lista.

Il popolo Rohinghya è una minoranza musulmana presente nello Stato di Rakhine nel Myanmar. Il gruppo etnico non è formalmente riconosciuto dal governo nazionale ed è perseguitato dal governo dello Stato di Rakhine. La continua violazione di diritti umani nei confronti della minoranza musulmana ha scatenato l’esodo di milioni di profughi verso i paesi del sud-est asiatico che comprendono soprattutto Indonesia, Malesia, Filippine e Thailandia. Sono più di 90 mila i Rohingya che sono stati costretti a lasciare le loro case dall’inizio delle operazioni militari, secondo le stime dell’Onu.

La minoranza musulmana dei Rohingya in Myanmar. Fonte: Forumbiodiversity.com

La minoranza musulmana dei Rohingya in Myanmar. Fonte: Forumbiodiversity.com

di Redazione

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