I palestinesi di nuovo nel buio

Pubblicato il 13 luglio 2017 alle 12:08 in Medio Oriente Palestina

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Gaza sta soffrendo da almeno quattro mesi una grave crisi elettrica. Le cause di tale crisi sono principalmente politiche e hanno a che vedere con le divisioni all’interno del movimento palestinese. A differenza di ciò che molti pensano, la debolezza dei palestinesi non deriva soltanto dalla forza di Israele, ma anche dalle divisioni interne. Il movimento palestinese è infatti diviso in due anime contrapposte. Da una parte, Hamas, che controlla la città di Gaza; dall’altra, Al-Fatah, che guida l’Autorità Nazionale Palestinese, il cui centro amministrativo è a Ramallah, in Cisgiordania. L’Autorità Nazionale Palestinese ha sempre fornito il combustibile a Gaza, comprandolo da Israele. Recentemente, però, ha imposto una serie di misure punitive nella Striscia di Gaza per colpire Hamas che, dal giugno 2007, controlla la città, dopo un conflitto con Al-Fatah. Tra le misure punitive vi è l’aumento delle imposte sulle importazioni, quindi anche sul carburante. Hamas non può permettersi di pagare i nuovi costi dell’elettricità. L’Autorità Nazionale Palestinese ha quindi diminuito i pagamenti a Israele, riducendo di conseguenza le importazioni elettriche nella Striscia di Gaza fino al 40 per cento. Israele, dal canto suo, fornisce la quantità di carburante pari all’importo che l’Autorità Nazionale Palestinese è disposta a pagare. A fare le spese di questa situazione sono gli abitanti di Gaza che, ogni giorno, possono utilizzare l’energia elettrica per due sole ore. Le misure punitive imposte dall’Autorità Nazionale Palestinese hanno colpito l’unica centrale elettrica presente nella Striscia, che è stata chiusa proprio a causa delle crescenti difficoltà finanziarie. La situazione era stata parzialmente risolta dall’intervento dell’Egitto che, in seguito a un incontro con una delegazione di Hamas, il 4 giugno 2017, aveva inviato a Gaza il carburante necessario per rimettere in moto la centrale elettrica. L’Egitto ha inviato a Gaza un totale di circa quattro milioni di litri di carburante che, tuttavia, non sono stati sufficienti per risolvere definitivamente la crisi.

Ieri, mercoledì 12 luglio, la centrale elettrica di Gaza è stata chiusa per la seconda volta nel giro di quattro mesi, a causa della grave carenza di carburante. Gaza è di nuovo senza elettricità, non per uno scontro tra i palestinesi e Israele, ma per un conflitto in seno al movimento palestinese.

Che si tratti degli scontri tra israeliani e palestinesi, o degli scontri tra i palestinesi stessi, la vita quotidiana in Palestina è afflitta dalla logica della guerra.

Alessandro Orsini e Laura Cianciarelli, traduttrice dei testi arabi

Militanti armati a Gaza. Fonte: Flickr.

Militanti armati a Gaza. Fonte: Flickr.

di Redazione

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