Indonesia: nuova legge contro radicalisti

Pubblicato il 12 luglio 2017 alle 21:08 in Asia Indonesia

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L’Indonesia ha diffuso un decreto che permette al paese di bandire i gruppi che si oppongono alla sua ideologia ufficiale di stato. Si tratta di un provvedimento mirato agli islamisti radicalisti all’interno del paese. L’Indonesia è il paese a maggioranza islamica più popoloso del mondo.

Il presidente Joko Widodo ha siglato il decreto legge che bandisce i gruppi che si oppongono alla ideologia di stato indonesiana il 10 luglio. La misura è il risultato di preoccupazioni sempre più forti in merito alla crescita di gruppi estremisti in Indonesia, un paese in cui la maggioranza della popolazione pratica una forma di islam moderata.

La nuova legge conferisce al governo il potere di sciogliere senza passare per un procedimento penale qualsiasi gruppo metta in discussione o minacci la Pancasila, i principi ideologici di base del paese. La Pancasila promuove una visione pluralista e tollerante ed è la ragione per cui in Indonesia musulmani, cristiani, induisti e buddisti riescono a convivere.

La necessità di un provvedimento forte sarebbe dovuta alla presenza di gruppi che “minacciano l’esistenza del paese e creano conflitti sociali”, ha dichiarato il Ministro per la Sicurezza, senza aggiungere nomi di organizzazioni specifiche. Secondo gli attivisti del paese, la legge sarebbe mirata a un gruppo in particolare, il Hizb ut-Tahrir Indonesia (HTI), un gruppo islamista radicale che mira a unificare tutti i musulmani in un califfato. Il decreto legge bandisce anche tutte le organizzazioni che diffondono ideologie ateiste e comuniste. “Bandire ogni organizzazione solo su base ideologica è un’azione draconiana che mette a rischio la libertà d’associazione e di espressione”, afferma Andreas Harsono, un ricercatore per Human Rights Watch a Jakarta.

L’Indonesia condivide con gli altri paesi del Sud-Est Asiatico la preoccupazione per un possibile esodo dei militanti dell’Isis in ritirata dall’Iraq verso la regione e per la radicalizzazione crescente dei gruppi islamisti già presenti. Oltre al provvedimento giuridico, l’Indonesia ha anche avviato alcuni pattugliamenti congiunti con la Malesia sia via terra che via mare per controllare il passaggio ai confini dei militanti islamisti.

Il Pancasila è il pensiero filosifico-politico su cui si basa il partito al governo dell’Indonesia, il Partai Demokrat. Il termine è di derivazione sanscrita e vuol dire “cinque principi”. Si tratta dei principi che guidano il lavoro del governo e ne fondando la costituzione. Il Pancasila è composto da: fede in un solo Dio, giustizia e civilizzazione, unità nazionale, democrazia e giustizia sociale. Il Pancasila è stato enunciato la prima volta dall’allora futuro presidente Sukarno, nel 1945. In seguito è stato incorporato nella costituzione dell’arcipelago unificato.

L’Indonesia è un paese laico a maggioranza islamica che rispetta la libertà di culto dei suoi cittadini. Una libertà limitata, però, a sei religioni ritenute da Sukarno basate sulla fede in un solo Dio, il primo dei principi del Pancasila. Le sei religioni sono: Islam, Cristianesimo (protestantesimo e cattolicesimo), Induismo, Buddismo e Confucianesimo. La diversità religiosa è stata, storicamente, causa di instabilità sociale in Indonesia soprattutto alla fine del regime del presidente Suharno, nel 2008. Da allora gli attentati e le azioni terroristiche da parte dei gruppi militanti islamisti si sono moltiplicati.

Bandiera Indonesiana. Fonte: Flickr

Bandiera Indonesiana. Fonte: Flickr

di Redazione

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