Guatemala: stato d’assedio in due municipi

Pubblicato il 12 luglio 2017 alle 6:33 in America Latina America centrale e Caraibi

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Il governo del Guatemala ha esteso per 30 giorni lo stato d’assedio decretato nei comuni di Ixchiguán e Tajamulco, dipartimento di San Marcos, dove un conflitto legato alla coltivazione dei terreni e alla gestione dell’acqua, che dura da oltre 80 anni si è intensificato nei mesi scorsi.

L'azione dell'esercito guatemalteco nel dipartimento di San Marcos. Fonte: Prensalibre

L’azione dell’esercito guatemalteco nel dipartimento di San Marcos. Fonte: Prensalibre

Il decreto, pubblicato nel Diario de Centro America (la gazzetta ufficiale del paese), deve essere ratificato dal Congresso riunito in seduta plenaria, ragion per cui i ministri della difesa e dell’interno, Williams Mansilla e Francisco Rivas, interverranno davanti alla camera di Città del Guatemala nelle prossime ore.

Lo stato d’assedio è stato proclamato per la prima volta dal governo il 10 maggio, al fine di riprendere il controllo dei due municipi, per porre termine alle annose dispute sul controllo della terra e per sradicare le piantagioni di papavero.

Ixchiguán, infatti, è stata fondata nel 1933 da alcuni pastori provenienti da Tajamulco. Da allora, periodicamente, gli abitanti dei due comuni si scontrano a causa dei mai definiti confini municipali. L’intervento di bande di narcotrafficanti rivali nella contesa ha portato alla costruzione di veri e propri arsenali in entrambi i comuni. La situazione è degenerata lo scorso maggio con il sequestro di 17 agenti delle forze di sicurezza a Ixchiguán, cui è seguito l’intervento dell’esercito.

La scorsa settimana, nonostante siano passati due mesi dall’inizio dello stato d’assedio, scontri tra gli agenti della Polizia Nazionale Civile e coloni di Tajamulco durante un’operazione per sradicare il papavero hanno provocato, secondo i media locali, la morte di otto abitanti del villaggio e il ferimento di due poliziotti.

I residenti dei due comuni, che si affrontano da più di ottant’anni per una disputa per la terra e l’accesso all’acqua, sono entrati in possesso di armi pesanti, tra cui cannoni, ed hanno edificato tunnel, rifugi antiaerei e altre costruzioni di tipo bellico, secondo quanto riferiscono funzionari del governo guatemalteco.

Il ministro della difesa Mansilla ha dichiarato, dopo la riunione settimanale del Consiglio dei Ministri, che questa sarà l’ultima estensione dello stato d’assedio richiesta dall’esecutivo ed ha difeso le azioni condotte dalle forze di sicurezza finora.

Secondo il decreto, rimangono “le circostanze che hanno portato al problema” e alla proclamazione dello stato d’assedio, da qui la terza richiesta di rinnovo dello stesso. Dall’inizio dello stato d’assedio sono state sradicate piantagioni di oppiacei e marijuana per 854 milioni di dollari.

Questo conflitto, che ha lasciato morti e feriti, compresi i bambini, è iniziato nel 1933 con la creazione del comune di Ixchiguán, sembra dunque essere diventato un altro capitolo della lotta fra cartelli del narcotraffico per il controllo delle piantagioni del paese.

L’articolo 16 dell’Atto sull’Ordine Pubblico stabilisce che l’esecutivo può proclamare lo stato d’assedio per le attività di “terroristi, sediziosi o ribelli” che pretendo di stravolgere le istituzioni attraverso azioni violente o quando fatti gravi “mettono in pericolo l’ordine costituzionale o la sicurezza dello Stato”.  Lo stato d’assedio può essere proclamato anche quando si registrano o producono “atti di sabotaggio, incendi dolosi, rapimenti o sequestri di persona, omicidi, attacchi armati contro le persone e le autorità civili o militari o altre forme di terrorismo e di reati sovversivi”.

Durante lo stato d’assedio, tutte le autorità statali e le istituzioni pubbliche sono tenuti a fornire all’autorità militare “l’assistenza e la cooperazione che sarà richiesta, nell’ambito delle competenze di ciascuna”. Questa situazione permette all’autorità militare, ai sensi dell’articolo 19 della stessa legge, “di intervenire o sciogliere senza prevenzione o avvertimento” qualsiasi gruppo, ordinare senza mandato di cattura l’arresto di chiunque, e respingere o reprimere qualsiasi azione con i mezzi “preventivi, difensivi o offensivi ritenuti appropriati”.

 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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