Putin prende la parola

Pubblicato il 11 luglio 2017 alle 6:19 in Russia

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Il capo dello stato russo ha tenuto una lunga conferenza stampa, in cui ha analizzato i risultati del vertice del G20 di Amburgo e ribadito le posizioni della Russia su questioni fondamentali della vita internazionale.

La stretta di mano tra Trump e Putin. Fonte: kremlin.ru

La stretta di mano tra Trump e Putin. Fonte: kremlin.ru

Il Presidente russo ha espresso apprezzamento per il compromesso raggiunto sul clima, definendolo “un ottimo risultato” ottenuto dalla cancelliera Merkel, nonostante la decisione del ritiro degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi.  Per quanto riguarda la lotta al protezionismo, altro grande tema del vertice, Putin ha attaccato le sanzioni anti-russe dell’Unione Europea, applicate per punire l’invasione russa della Crimea, iniziata il 27 febbraio 2014. Putin ha affermato che le sanzioni violano le norme dell’Organizzazione Mondiale del Commercio: “Noi sosteniamo la rimozione di tutte le restrizioni e la libertà di commercio” – ha affermato.

Il cuore della conferenza stampa, tuttavia, è stata la lunga disamina dell’incontro con Donald Trump e delle relazioni Russia-USA.

Non v’è alcuna ragione di credere che la Russia abbia interferito nel processo elettorale degli Stati Uniti – ha risposto lapidario Putin, ammettendo tuttavia che sul tema Trump ha posto “un sacco di domande”. Esiste un problema di controllo del web e del cyberspazio – ha aggiunto – per ragioni di sicurezza nazionale e internazionale, e con il Presidente degli Stati Uniti abbiamo convenuto la creazione di un gruppo di lavoro per studiare insieme come controllare la sicurezza nel cyberspazio.

Putin ha poi raccontato ai giornalisti presenti che “Trump in TV è molto diverso dalla persona reale, è attento alle posizioni dell’interlocutore, sa ascoltare e analizzare”, il che lascia sperare in un miglioramento della cooperazione Russia-USA, almeno per riprendere “quel minimo di relazioni necessarie”.

Passando all’Ucraina, il leader russo ha assicurato che gli interessi del popolo russo e di quello ucraino coincidono, ma ha poi sferzato l’attuale leadership filo-occidentale di Kiev, ritenuta responsabile delle tensioni: “Se l’approccio fosse oggettivo – ha affermato Putin – naturalmente l’Ucraina e la Russia sarebbero interessate a collaborare, a consolidare i propri vantaggi competitivi, per sviluppare la loro economia, semplicemente perché abbiamo ereditato dai tempi sovietici una mentalità comune nell’ambito della cooperazione, infrastrutture comuni, energia, trasporti e quant’altro praticamente uniformi. Tutte cose che, purtroppo, i nostri colleghi ucraini preferiscono ignorare. Il governo di Kiev ha una sola merce da vendere: la russofobia – ha attaccato Putin – vogliono separare l’Ucraina dalla Russia, non hanno altra politica”. La nomina di un inviato speciale della presidenza USA per trattare direttamente con Mosca e con Kiev è, per il Presidente russo, “un passo avanti”.

Sulla Siria Putin ha dichiarato di averne discusso con tutti gli interlocutori ed ha aggiunto che, nel vertice con Trump, sono state prese in considerazione le posizioni e le necessità di tutti gli attori regionali, Israele, Giordania e Turchia, in particolare, sono coinvolti direttamente o indirettamente nella tregua stabilita dai due leader per la Siria sud-occidentale: “Non so se è cambiata la posizione degli Stati Uniti, ma penso che sia diventata più pragmatica, in generale non sembra cambiata, ma c’è la consapevolezza che unendo le forze, possiamo ottenere molto” — ha evidenziato Putin.

Quanto al futuro del presidente siriano Bashar Assad – fedele alleato di Mosca – Putin ha ribadito che dovrebbe essere determinato dal popolo siriano, indipendentemente dalla volontà dell’amministrazione statunitense: “Il segretario di Stato Tillerson è persona rispettabile, è stato insignito dell’onorificenza russa dell’Ordine dell’Amicizia, lo rispettiamo, ma non è un cittadino siriano; il futuro del presidente Assad, come politico, deve essere determinato dal popolo siriano” — ha affermato Putin commentando le dichiarazioni di Tillerson, secondo cui Assad non ha futuro nella vita politica siriana.

Soffermandosi sulla questione curda nel nord della Siria, Putin ha dichiarato di averne discusso con Erdogan, ma dato “l’interesse primario” della Turchia e la posizione predominante degli USA nella zona, ha affermato che Mosca è pronta ad ascoltare le proposte turche e statunitensi purché conducano ad un cessate il fuoco stabile.

Putin non ha risposto a domande sull’oppositore Aleksej Naval’nyj ed ha dichiarato assurde le illazioni su un’interferenza russa nelle prossime elezioni tedesche, previste per settembre.

Traduzione dal russo a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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