India e Pakistan violano il cessate il fuoco

Pubblicato il 10 luglio 2017 alle 11:47 in Asia India

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India e Pakistan si scontrano sulla linea di confine. I due paesi si accusano a vicenda per la violazione del cessate il fuoco sulla Linea di Controllo al confine tra l’8 e il 9 luglio.

L’India ha “sparato dall’altra parte della Linea di controllo senza ragione e ha ucciso cinque civili”, sabato 8 luglio, secondo quanto riportato dall’esercito del Pakistan. In risposta, le forze armate del Pakistan hanno distrutto due avamposti dell’esercito di New Delhi ed alcuni villaggi civili uccidendo quattro soldati, secondo quanto scrive l’Indiantimes.

La Linea di Controllo marca il confine tra il territorio amministrato dall’India e quello sotto la gestione del Pakistan della regione del Kashmir. Si tratta di una linea di controllo militare che non è riconosciuta a livello internazionale, ma svolge il ruolo di confine de facto tra i due paesi.

L’India accusa il Pakistan di aver infranto il cessate il fuoco e aver attaccato i suoi avamposti ed alcuni villaggi limitrofi nella notte del 9 luglio utilizzando mortagli e armi automatiche. Secondo New Delhi, si tratterebbe della 12esima violazione della tregua dall’inizio del mese di giugno. Le azioni del Pakistan avrebbero causato 12 feriti e 3 morti.

L’esercito del Pakistan afferma che le azioni militari del 9 luglio sono state una risposta alla violazione del cessate il fuoco da parte dell’India, avvenuta l’8 luglio. Due avamposti dell’India avrebbero aperto il fuoco sui civili pakistani uccidendoli. L’ufficio stampa dell’esercito di Islamabad afferma che le forze armate sono pronte a “proteggere la popolazione civile dalle aggressioni prive di motivazione da parte dell’India”. L’attacco di sabato 8 luglio da parte delle truppe dell’India avrebbe ucciso 5 civili, di cui 4 donne e avrebbe ferito più di 10 persone.

Secondo i dati riportati dall’Autorità per la Gestione delle Calamità del Pakistan, il bilancio degli attacchi da parte dell’India sulla linea di confine dall’inizio del 2017 è salito a 18 vittime e più di 105 feriti.

Il Ministero degli Esteri del Pakistan ha richiamato il vice alto commissario dell’India nel suo paese, JP Singh, per esprimere la condanna alla violazione del cessate il fuoco da parte dell’India e per chiedere che venga rispettato il cessate il fuoco del 2003.

Il Kashmir è una regione a cavallo tra India e Pakistan, suddivisa in tre macro aree oggetto di dispute territoriali. La zona Jammu e Kashmir nel centro sud è amministrata dall’India, lo Azad Kashmir e il Gilgit-Baltistan, le porzioni nord-occidentali, sono sotto la giurisdizione del Pakistan, mentre la zona nord-orientale di Aksai Chin è sotto il controllo della Cina. La divisione amministrativa non è però riconosciuta formalmente e l’India e il Pakistan continuano a rivendicare il controllo sulle aree amministrate dall’altro stato. Tali rivendicazioni hanno condotto alla guerra Indo-pakistana del 1947 che ha portato all’individuazione degli attuali confini, con il Pakistan che controlla circa un terzo del Kashmir e l’India che ne controlla la metà circa. Un ulteriore cambiamento è avvenuto nel 1972 alla fine della guerra per l’indipendenza del Bangladesh, precedentemente considerato Pakistan Orientale. Nel 1972 è stata tracciata la Linea di Controllo con l’accordo di Shimla. Gli anni ottanta e novanta sono stati caratterizzati da tensioni che sono state alla base della guerra di Kargil del 1999.

Nel 2003 India e Pakistan hanno raggiunto un accordo per il cessate il fuoco, ma da allora sono state molteplici le violazioni da ambo le parti. Secondo i dati ufficiali diffusi dall’India, nel triennio 2012-2014 si sono registrate 1044 violazioni dell’accordo, di cui 583 nel solo 2014. La problematica maggiore sarebbe costituita dalla diversa definizione di “violazione” del cessate il fuoco da parte di India e Pakistan. Per questo sarebbe necessario un accordo che specifichi in modo inequivocabile quali azioni rappresentano violazioni e quali no, secondo Happymon Jacop professore associalo alla Scuola per gli Studi Internazionali della Jawaharlal Nahru University di New Delhi.

Nell’area Jammu e Kashmir, sotto il controllo dell’India, vi sono diversi gruppi separatisti alcuni dei quali favoriscono l’annessione della zona al Pakistan, altri ricercano l’indipendenza della regione e insorgono frequentemente contro il governo indiano.

Consultazione delle fonti in lingua cinese e redazione a cura di Ilaria Tipà

Cartina del Kashmir. IN verde le aree amministrate dal Pakistan, in arancio quelle amministrate dall'India e in arancio striato la zona sotto l'egida della Cina. Fonte: Wikipedia Commons

Cartina del Kashmir. IN verde le aree amministrate dal Pakistan, in arancio quelle amministrate dall’India e in arancio striato la zona sotto l’egida della Cina. La linea di controllo è tratteggiata. Fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

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