Putin e Trump: i dominatori del mondo

Pubblicato il 9 luglio 2017 alle 0:26 in Il commento

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Trump e Putin si sono incontrati per la prima volta durante il G20 di Amburgo. Trump è stato collaborativo e persino cerimonioso. A causa della Corea del Nord, gli Stati Uniti hanno bisogno della Russia. La Corea del Nord gode della protezione di Cina e Russia che si frappongono tutte le volte che gli Stati Uniti cercano di afferrare il collo del dittatore nordcoreano, Kim Jong-Un. È avvenuto nelle ultime riunioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. A causa di un’incredibile serie di circostanze internazionali, la Corea del Nord ha sottomesso gli Stati Uniti. Se Trump riuscisse a portare Putin dalla sua parte, sarebbe un passo avanti quantomeno per ridurre il numero di mortificazioni quotidiane che la Casa Bianca subisce per mano del dittatore nordcoreano. Occorre riconoscere che Putin ha giocato bene le sue carte. Il suo sostegno a Kim Jong-Un sta dando i frutti sperati. Trump chiede aiuto. Nonostante ciò, i rapporti di forza tra Trump e Putin restano sbilanciati in favore degli Stati Uniti. Putin ha due richieste da fare; Trump, una sola. La prima richiesta di Putin riguarda la Siria. Questo paese, fino allo scoppio della guerra civile nel marzo 2011, era infeudato alla Russia. Putin vorrebbe che la Siria tornasse sotto la sua egida. Gli americani non possono conquistare la Siria, ma sono talmente ricchi e potenti che potrebbero alimentare la guerra civile dall’esterno per decenni, anche grazie al coinvolgimento dei loro alleati: Arabia Saudita, Turchia e Qatar. La Russia vorrebbe che gli Stati Uniti ponessero fine alla cosiddetta “proxy war” che significa guerra attraverso un mandatario o per interposta persona. Funziona così: gli Stati Uniti non inviano i propri soldati a combattere in Siria contro il dittatore Bassar al Assad, stretto alleato di Putin, ma finanziano i ribelli siriani che cercano di abbatterlo. Putin dice a Trump: “Sai di non poter vincere. Molla la presa”. La seconda richiesta di Putin riguarda l’Ucraina dell’est. Come la Siria, anche l’Ucraina era roba di Putin. E anche in Ucraina una rivolta popolare creò lo scompiglio nei dominii russi. Il presidente ucraino, Janukovic, fuggì il 22 febbraio 2014 e l’Ucraina si spaccò. La parte al confine con la Russia preferì schierarsi con Putin; la parte al confine con l’Unione Europea preferì la Merkel. Siccome Putin aveva una base militare importantissima a Sebastopoli,  invase la Crimea, il 23 febbraio 2014, affinché la base non cadesse nelle mani degli ucraini fedeli al blocco americano. Il problema è che la Crimea appartiene all’Ucraina. Il che significa che Putin ha prima invaso un Paese straniero e ha poi annesso un suo territorio. È il motivo per cui viene colpito dalle sanzioni dei paesi occidentali. Nessun capo di Stato dà niente in cambio di niente. Putin e Trump hanno più convenienza ad andare d’accordo che a litigare. Nonostante vi siano Stati in rapida ascesa, Putin e Trump sono ancora i dominatori del mondo. A loro è bastato un incontro di pochi minuti durante il G20 di Amburgo per decretare un cessate il fuoco nella parte sud-occidentale della Siria. Putin e Trump non sono siriani, ma la vita dei siriani dipende da loro. Se non del tutto, quasi completamente.

 

di Alessandro Orsini

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