Mosul e il trionfo dell’Occidente

Pubblicato il 9 luglio 2017 alle 18:13 in Il commento

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La7 mani su viso

Mosul è stata liberata. La città da cui al Baghdadi aveva proclamato la nascita dello Stato Islamico, il 29 giugno 2014, è caduta dopo tre anni. Le lezioni che possiamo trarre dalla caduta di Mosul sono tre. La prima è che bisogna distinguere la ferocia di un gruppo terroristico dalla sua forza militare. Lo Stato Islamico è sempre stato un fenomeno militarmente irrilevante. Avanzava perché non trovava davanti a sé nessuna seria opposizione. Le sue conquiste principali sono avvenute mentre era in atto un grave processo di disfacimento dello Stato iraqeno e dello Stato siriano. Se capiterà di nuovo che qualche jihadista decapiti un cittadino americano davanti alla telecamera di uno smartphone, che poi diventa un video su youtube, non dobbiamo farci prendere dal panico del tipo: “Arriveranno a Roma”.

La seconda lezione è che, quando si tratta di terrorismo, non dobbiamo fidarci troppo della televisione. Il fine dei programmi televisivi è avere telespettatori. È un fine talmente importante che giustifica anche la distorsione dell’informazione. È semplice: gli autori dei programmi televisivi ricevono uno stipendio fino a quando hanno un pubblico. Se non fanno ascolti, la trasmissione viene chiusa e perdono il lavoro. Fatta eccezione per alcuni canali di informazione particolarmente virtuosi, come Sky Tg 24, l’atteggiamento prevalente della televisione italiana è consistito nel rappresentare l’Isis come una forza inarrestabile. Tutto ciò che poteva essere ingigantito è stato ingigantito.

La terza lezione è che l’Occidente a guida americana è la potenza politico-militare più grande che sia mai apparsa sulla faccia della Terra. Chiunque minacci di morte l’Occidente viene schiacciato o comunque ridotto allo stato vegetativo, com’è accaduto alla Corea del Nord, che è uno dei paesi più poveri del mondo, a causa dell’isolamento in cui è stato precipitato dal blocco occidentale. È talmente povero che viene colpito periodicamente da carestie devastanti. Per non parlare dell’Afghanistan dei talebani, i quali avevano avuto l’ardire di ospitare Bin Laden per uccidere i cittadini occidentali nelle loro case. Sono stati abbattuti in pochi giorni. Quanto all’Iran, ha dovuto piegarsi, firmando un accordo con cui accetta di limitare il suo programma nucleare. È una palese violazione della sua sovranità nazionale. La stampa occidentale non si esprime in questo modo, ma gli accordi con l’Iran sono stati un atto di sopraffazione politica. Accade perché l’Occidente è la civiltà più potente che l’uomo abbia mai conosciuto. La tesi della crisi dell’Occidente, descritto come una società declinante, è pura demagogia. Mosul lo conferma.

 

 

di Alessandro Orsini

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