I migranti e la solitudine dell’Italia

Pubblicato il 8 luglio 2017 alle 1:36 in Il commento

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Sulla crisi dei migranti, l’Italia non avrà l’aiuto concreto che spera di ricevere. I paesi dell’Unione Europea sanno che sono tenuti a risolvere i problemi da sé. Lo sa anche l’Italia. Dopo la strage del Bataclan del 13 novembre 2015, Hollande chiese un aiuto concreto. La concretezza dell’aiuto consisteva nell’invio di soldati in Siria per accelerare la fine dello Stato Islamico. La risposta fu un secco rifiuto. Hollande replicò che l’Isis era un problema di tutti gli europei e non soltanto dei francesi. Ma i paesi europei pensarono che, fino a quando gli attentati dell’Isis avvengono in Francia, l’Isis è un problema della Francia. La stampa italiana non lo disse, ma l’Italia si guardò bene dall’inviare i propri aerei in Siria a bombardare lo Stato Islamico. In quel 2015, l’Ungheria fu attraversata da 412 mila migranti provenienti dalla rotta balcanica. Non ottenne alcun aiuto concreto dall’Italia che, in quello stesso anno, riceveva 153 mila migranti. Invece di chiedere, l’Ungheria decise. Innalzò due recinzioni di filo spinato al confine con la Serbia e la Croazia, che protestarono. La crisi tra i paesi balcanici rischiava di diventare troppo grave. Fu così stipulato un accordo con la Turchia, il 18 marzo 2016, che impediva ai profughi siriani di raggiungere l’Europa in cambio di tre miliardi di euro. Oggi l’Italia è sola nell’accogliere i migranti che seguono la rotta del Mediterraneo centrale. Non si tratta di stabilire se sia giusto o sbagliato. Si tratta di andare al cuore del problema. Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Lussemburgo e Germania hanno dichiarato di essere contrari all’apertura di altri porti dell’Unione Europea per lo sbarco dei migranti. All’Ungheria andò meglio perché il governo turco è forte e controlla il proprio territorio. All’Italia va peggio perché la Libia non ha uno Stato. L’Italia non potrebbe fare un accordo con lo Stato libico perché lo Stato libico non esiste più. La Libia è divisa in due governi rivali. Il primo si trova a Tripoli e il secondo a Tobruk. Per non parlare delle milizie islamiste che imperversano sulla costa. Bengasi, la seconda città più importante della Libia, è stata liberata soltanto tre giorni fa, il 5 luglio. Aiuta a comprendere. Bengasi e il suo porto si trovano proprio sulla costa dove operano i trafficanti di uomini che indirizzano i barconi verso l’Italia. Come l’Ungheria, anche l’Italia dovrebbe prendere una decisione. Chiudere i porti equivarrebbe a costruire recinzioni spinate. Il comportamento dell’Italia smentisce la tesi secondo cui la politica dipende sempre dall’interesse economico. La maggioranza degli italiani non ha la forza morale di chiudere i porti. Lo scorso anno, l’Italia ha speso 3,3 miliardi di euro per soccorrere i migranti che potrebbero diventare 4,2 miliardi di euro nel 2017. Continuiamo a spendere. Nonostante i paesi europei ci lascino soli, i nostri porti restano aperti.

Uno Mattina

di Alessandro Orsini

Articoli correlati

Il commento

Il mito dell’Isis e la credulità degli italiani

Alessandro Orsini riflette sul modo in cui i media italiani hanno inventato il mito dell’Isis sfruttando lo scarso livello di informazione degli italiani sulla politica internazionale

Il commento

L’ATTENTATO DI LONDRA PORTA BUONE NOTIZIE: ECCO PERCHÉ

Alessandro Orsini si sofferma sugli aspetti positivi del maldestro attentato contro la metropolitana di Londra di venerdì 15 settembre

Il commento

LA COREA DEL NORD HA MESSO IN GINOCCHIO GLI STATI UNITI

La Corea del Nord ha messo in ginocchio gli Stati Uniti. Alessandro Orsini spiega come

Il commento

GLI IMMIGRATI E L’IPOCRISIA DEI DIRITTI UMANI

Alessandro Orsini racconta gli orrori delle dittature africane appoggiate dalla Francia e svela l’ipocrisia relativa alla retorica dei diritti umani

Il commento

TUTTE LE DISTORSIONI DELLA STAMPA ITALIANA SULLA COREA DEL NORD

Alessandro Orsini svela tutte le distorsioni della stampa italiana sulla crisi tra Corea del Nord e Stati Uniti

Il commento

ALESSANDRO ORSINI RINGRAZIA I LETTORI DI SICUREZZA INTERNAZIONALE E SPIEGA IL PROGETTO

  Sicurezza Internazionale è un quotidiano italiano online interamente dedicato alla politica internazionale. Pubblichiamo tutti i giorni, tutto il giorno. I nostri valori sono racchiusi nel motto: SCAVALCARE I MEDIA OCCIDENTALI PER ARRIVARE ALLA …


Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.