Malesia: Aiuti umanitari a Marawi

Pubblicato il 7 luglio 2017 alle 15:44 in Asia Malesia

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La Malesia intende inviare aiuti umanitari alle Filippine destinati alla città di Marawi, assediata dal 23 maggio dai militanti islamisti del gruppo Maute. Il fine è quello di sostenere la popolazione ed evitare il malcontento tra gli sfollati possa favorire la diffusione delle ideologie estremiste.

Il ministro della difesa della Malesia, Hishammuddin Hussein, ha avviato i negoziati con il segretario alla difesa delle Filippine, Delfin Lorenzana, poiché è convinto che gli aiuti umanitari siano fondamentali per evitare che tra gli sfollati si generi un sentimento di rabbia e frustrazione che li porti ad avvicinarsi ai militanti e all’estremismo islamista. La città di Marawi, nell’isola di Mindanao nelle Filippine meridionali, è assediata dai militanti del gruppo Maute, leali all’Isis, dal 23 maggio e dallo stesso giorno su tutta l’isola è in vigore la legge marziale.

Finora il bilancio è di 400 morti e sono 389,300 gli sfollati. Circa 70 mila persone sono state sistemate nei 79 centri per l’evacuazione governativi, le restanti 310 mila persone hanno trovato rifugio presso famigliari ed amici, secondo quanto riportato da Liza Mazo, la direttrice regionale per la difesa civile e in base ai dati del dipartimento per il welfare sociale di Manila. I ministri delle difesa di Malesia e Filippine temono che lo scontento e la rabbia per i combattimenti che vanno avanti da più di un mese possano generare sentimenti di rabbia e frustrazione negli sfollati e che possano portarli ad avvicinarsi ai militanti.

Hussein ha partecipato insieme ai ministri alla difesa di Filippine e Indonesia all’avvio dei pattugliamenti congiunti nelle acque limitrofe alle coste dei tre paesi e ha affermato di auspicare l’inizio di controlli congiunti anche aerei, che dovrebbero partire dall’aeroporto di Subang, vicino a Kuala Lumpur.

“Vogliamo assicurarci che l’Isis non abbia una roccaforte nella regione, che sia a Marawi o altrove all’interno dei paesi ASEAN”, ha affermato Hussein.

I paesi membri dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico sono da tempo preoccupati per la diffusione dell’estremismo islamico nella regione e temono di diventare le destinazioni prioritarie dei militanti dell’Isis, se questi lasceranno Siria e Iraq. L’assedio da parte del gruppo Maute – che ha giurato fedeltà allo Stato Islamico – che va avanti dalla fine di maggio ha rappresentato una realizzazione concreta dei peggiori timori dei governanti dei paesi del Sud-Est Asiatico. La penetrazione dei gruppi fedeli all’Isis è diffusa non solo nel sud delle Filippine – dove la popolazione è a maggioranza islamica a differenza del resto del paese – ma anche in Malesia e Indonesia. Una stazione di polizia di Jakarta ha ricevuto una missiva anonima intimidatoria che minacciava di trasformare la capitale dell’Indonesia in una nuova Marawi, martedì 4 luglio.

Il ministro Hishammuddin ritiene che il conflitto tra militanti islamisti ed esercito che sta andando avanti a Marawi riguardi l’intera regione. Le forze dell’ordine delle Filippine hanno più volte sottolineato che i militanti che assediano la città non sono solo di origine filippina, molti provengono dagli altri paesi del Sud-Est Asiatico. Questa è la ragione per cui sono stati avviati i pattugliamenti congiunti, si vuole evitare che altri guerriglieri infoltiscano le fila di quelli già presenti a Marawi.

La Malesia ha anche aumentato la sua presenza militare nella costa orientale di Sabah per evitare che ci siano ingressi clandestini dei militanti nel paese. “La mia maggiore preoccupazione sono i foreign fighters, come sapete a Marawi i militanti sono solo malesi o filippini. I guerriglieri dell’Isis abbandonano le zone che prima controllavano come Aleppo, Mosul e Raqqa, non sappiamo dove siano diretti”, ha dichiarato il ministro.

Il ministro della difesa della Malesia si recherà in visita in Arabia Saudita per rafforzare la cooperazione nel contrastare l’Isis soprattutto i termini di condivisione di intelligence e di risorse.

Navi che trasportano aiuti umanitari. Fonte: Wikipedia Commons

Navi che trasportano aiuti umanitari. Fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

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