Corea del Nord: il dilemma di Trump

Pubblicato il 7 luglio 2017 alle 7:25 in Il commento

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

IMG_0681

Gli Stati Uniti vorrebbero condurre un’azione militare contro la Corea del Nord, ma non possono per due ragioni principali. La prima è che i generali americani calcolano che, in caso di guerra, la Corea del Nord sarebbe in grado di esplodere circa mezzo milione di colpi di mortaio in un’ora contro la capitale della Corea del Sud, stretta alleata degli Stati Uniti. La seconda ragione è che la Cina e la Russia, in caso di attacco americano, si schiererebbero, quasi certamente, contro Trump. La Cina si opporrebbe agli Stati Uniti perché non vuole una guerra in casa propria, ma anche perché, se Trump riuscisse a rovesciare il dittatore della Corea del Nord, unificherebbe la Corea del Nord e la Corea del Sud sotto la propria egida. In tal modo, la posizione strategica degli Usa migliorerebbe a discapito della Cina. Non a caso, durante l’ultimo Consiglio di Sicurezza dell’Onu, la Cina e la Russia si sono nuovamente opposte all’idea di introdurre ulteriori sanzioni contro la Corea del Nord e hanno respinto ogni ipotesi di intervento militare. Quanto a Putin, avrebbe un interesse a schierarsi contro Trump anche perché Russia e Stati Uniti si contrappongono in Siria. I russi sarebbero ben felici di vedere gli Stati Uniti impantanarsi in una delle peggiori guerre della loro storia. Putin non ha un interesse che scoppi una guerra tra gli Usa e la Corea del Nord. Tuttavia, se scoppiasse, preferirebbe che gli Stati Uniti subissero un gran numero di perdite. Nel 1994, Bill Clinton aveva deciso di condurre un bombardamento “chirurgico” contro un reattore nucleare nordcoreano. Dovette però fare marcia indietro quando i generali americani calcolarono che il bombardamento avrebbe potuto causare una guerra da un milione di morti. La situazione attuale è più drammatica rispetto al 1994. Da allora a oggi, la Corea del Nord ha costruito decine di testate nucleari che potrebbe lanciare contro il Giappone e la Corea del Sud. Si aggiunga che un eventuale attacco aereo americano non riuscirebbe a eliminare l’arsenale nucleare nordcoreano, in buona parte nascosto tra le montagne. Per riuscire nell’impresa, sarebbe necessario molto più di un semplice bombardamento aereo contro le centrali nucleari. Per tutti questi motivi, Trump appare in una posizione di grande debolezza strategica. Non può bombardare la Corea del Nord e, per di più, è in contrasto con gli unici due paesi, Cina e Russia, che potrebbero aiutarlo a moderare le posizioni del dittatore nordcoreano.

di Alessandro Orsini

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.