Messico: almeno 14 morti nello Stato di Chihuahua

Pubblicato il 6 luglio 2017 alle 10:58 in America Latina Messico

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Uno scontro tra due cartelli rivali ha causato la morte accertata di 14 persone nella città di Madera, ma la polizia locale teme la morte di almeno altre 12 persone i cui cadaveri sarebbero difficilmente raggiungibili nella zona montuosa attorno alla città.

Il controllo del territorio messicano da parte dei cartelli nel 2015. Fonte:CNA

Il controllo del territorio messicano da parte dei cartelli nel 2015. Fonte:CNA

Quattordici morti nel municipio di Madera, e almeno altri 12, secondo la polizia, nelle zone di montagna circostanti. Questo il bilancio di uno scontro tra narcotrafficanti scoppiato nella notte tra il 5 e il 6 luglio nello stato di Chihuahua, Messico del nord.

La polizia messicana ha fermato tre persone, due appartenenti al clan La Línea e una al Cartello di Sinaloa. I testimoni hanno narrato di una vera e propria battaglia campale, con almeno sessanta persone ad affrontarsi nella zona di Las Varas, una zona di difficile accesso tra la cittadina e le montagne circostanti.

Protagonisti della battaglia – secondo Óscar Aparicio, direttore della polizia statale – sono i componenti del Cartello di Sinaloa e quelli dell’organizzazione La Línea. I due gruppi stanno lottando per il controllo del territorio, in una zona particolarmente importante per i traffici di stupefacenti, al centro dello stato di Chihuahua, a circa 300 km dalla capitale dello stato e a 400 km dalla frontiera con il Texas.

Nei primi mesi del 2017 il Messico sta vivendo un grave incremento dei delitti legati alla criminalità organizzata. Gli stati di Colima, Quintana Roo, Cohauila, Vera Cruz e Chihuahua sono quelli in cui l’aumento è stato più sensibile rispetto allo stesso periodo del 2016, ma in tutto il paese i dati sono preoccupanti. Gli omicidi sono aumentati del 30%, i sequestri di quasi il 20%, la violenza sulle donne del 6%.

Gli analisti della ONG Observatorio Ciudadano lamentano la sensazione di impunità che rende i membri dei cartelli più pericolosi. Tra i motivi di questo aumento dei delitti la decisione del presidente Peña Nieto di far processare i militari accusati di violenze, ponendo un freno alla “guerra al narcotraffico” lanciata dal predecessore Felipe Calderón. L’azione della magistratura contro i numerosi governatori legati ai clan è un’altra delle cause, poiché i clan stanno perdendo i referenti politici che garantivano loro impunità. Motivo principale, tuttavia, è la lotta per il controllo del territorio tra clan rivali che nasce dalla disarticolazione di alcuni cartelli storici quali Beltrán-Leyva o La Familia, a seguito dell’azione di militarizzazione della lotta al narcotraffico, e dall’indebolimento di altri, quali il Cartello del Golfo e il Cartello di Tijuana.

 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.