Filippine: preoccupazione per le condizioni degli sfollati di Marawi

Pubblicato il 4 luglio 2017 alle 6:19 in Filippine

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L’assedio da parte degli estremisti islamici della città di Marawi, nel sud delle Filippine, ha costretto 400 mila persone a lasciare le loro case, secondo quanto riportato dagli ufficiali di Manila, sabato 1 luglio. Le forze dell’ordine temono il diffondersi di malattie e l’influenza che il trauma generato dall’assedio avrà sulle vite degli sfollati.

La città di Marawi -situata nell’isola di Mindanao nella zona meridionale dell’arcipelago delle Filippine – è considerata la capitale dell’Islam in un paese a maggioranza cattolica. Il gruppo Maute, militanti terroristi che hanno giurato fedeltà all’Isis, ha assediato Marawi il 23 maggio scorso e da allora parte della città è sotto il loro controllo, mentre gli scontri con le forze armate delle Filippine vanno avanti senza sosta. Marawi, nelle ultime settimane, si è trasformata in una città fantasma, fatta eccezione per i veicoli corazzati dell’esercito sulle strade, i jet da guerra e gli elicotteri nel cielo.

Il bilancio delle vittime è attualmente stimato intorno a 400, la maggior parte dei quali sarebbero militanti. I combattenti del gruppo Maute continuano a resistere da 4 settimane, rallentando l’avanzata dell’esercito con l’uso di armi ed esplosivi improvvisati.

Gli abitanti di Marawi hanno lasciato la città, grazie ai corridoi umanitari creati da forze dell’ordine e volontari e insieme a loro in morti hanno abbandonato le loro case anche dalle zone circostanti la città. Sono 389,300 gli sfollati. Circa 70 mila persone sono state sistemate nei 79 centri per l’evacuazione governativi, le restanti 310 mila persone hanno trovato rifugio presso famigliari ed amici, secondo quanto riportato da Liza Mazo, la direttrice regionale per la difesa civile e in base ai dati del dipartimento per il welfare sociale di Manila.

Gli ufficiali impegnati nelle attività di sostegno agli sfollati stanno affrontando la diffusione di patologie nei centri di evacuazione, mentre l’esercito continua a colpire via aria e via terra i militanti, secondo quanto riferito dalla Mazo. “Ci sono casi preoccupanti di malattie della cute e gastroenteriti. Cerchiamo di controllarne la diffusione, non solo nei centri di evacuazione, ma anche tra gli sfollati rifugiati altrove”, ha dichiarato la direttrice. “Sono molti anche i casi di traumi psicologici dovuti all’assedio”, ha concluso.

Secondo quanto riportato dal portavoce del dipartimento per la sanità locale, Jun Galban, 26 persone tra gli sfollati avrebbero perso la vita mentre venivano soccorse in ospedale, non è chiaro se la causa della morte fosse o meno correlata all’evacuazione.

Il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, il 23 maggio ha dichiarato la legge marziale sull’isola di Mindanao, nel sud del paese, per poter affrontare meglio la crisi e l’assedio da parte dei terroristi. Duterte ha ribadito di voler chiudere i conti con gli estremisti del gruppo Maute, sabato 1 luglio. “Non lasceremo Marawi finché l’ultimo terrorista non sarà stato ucciso”, ha affermato in un discorso agli ufficiali governativi, ammettendo poi anche che l’esercito sta vivendo “un momento difficile”, a Marawi. “Non ci eravamo mai resi conto a pieno della magnitudine della loro preparazione in ambito di ordigni esplosivi. Quando siamo arrivati lì, erano già ben appostati con i cecchini. L’esercito ha dovuto arrampicarsi, quasi”, ha affermato il presidente riferendosi alle barricate preparate dai militanti nei quartieri di Marawi che sono sotto il loro controllo.

Città d Marawi durante l'assedio del gruppo Maute, in nero le zone in mano ai guerriglieri fedeli all'Isis

Città d Marawi durante l’assedio del gruppo Maute, in nero le zone in mano ai guerriglieri fedeli all’Isis

di Redazione

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