Iran: nuove tensioni con gli Stati Uniti

Pubblicato il 3 luglio 2017 alle 12:37 in Iran Medio Oriente

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Iran e Stati Uniti si fronteggiano da anni. Gli Stati Uniti accusano l’Iran di sostenere il terrorismo. L’Iran nega gli addebiti, afferma di essere un Paese pacifico e accusa gli Stati Uniti di destabilizzare il Medio Oriente attraverso la guerra. Una delle iniziative che irrita di più il governo dell’Iran è la riunione dei suoi oppositori all’estero, organizzata dal Consiglio nazionale della resistenza iraniana che, nato nel 1981 a Teheran, si riunisce tutti gli anni. Agisce come un Parlamento in esilio e si propone di formare un governo di coalizione democratico e secolare in Iran.

Sabato 1° luglio si è tenuta l’ultima conferenza degli oppositori del governo dell’Iran. La presidente del consiglio nazionale della resistenza iraniana, Maryam Rajavi, ha sottolineato la necessità di istituire un governo democratico in Iran, sottolineando che “il modo per risolvere le crisi della regione ed affrontare i gruppi terroristici, come Daesh, è il rovesciamento di questo regime settario per mano del popolo iraniano e della resistenza iraniana”. Particolarmente irritanti per il governo dell’Iran sono state le dichiarazioni di esponenti di spicco del governo americano, i quali hanno ribadito la necessità di favorire le condizioni per il rovesciamento del regime in Iran, accusato di diffondere il terrorismo nel mondo.

Rudolph Giuliani, ex sindaco di New York, ha sottolineato come la necessità di un cambio di regime in Iran sia ormai diventata inevitabile e auspica che avvenga “il più presto possibile”. Giuliani ha ribadito che “il mondo si è reso conto che l’unica strada per la stabilità in Medio Oriente e nel mondo passa attraverso la liberazione dell’Iran dal regime dei Mullah”.

Anche l’ex presidente della Camera dei rappresentanti americana, Newt Gingrich, ha affermato nel suo discorso che il regime iraniano è il primo sponsor del terrorismo nel mondo e ha incitato gli iraniani a continuare a combattere per “la libertà dalla dittatura e la fine del regime dei Mullah”.

L’ex ambasciatore degli Stati Uniti all’ONU, John Bolton, ha invitato a porre fine all’ingerenza iraniana in Iraq e in Siria e, più in generale, a fronteggiare la minaccia costituita da Teheran alla sicurezza del Medio Oriente. Inoltre, ha affermato che “il Congresso americano sta studiando una bozza di risoluzione contro il regime iraniano”, accusato di sostenere il terrorismo in tutto il mondo.

L’Iran ha replicato con estrema durezza. Domenica 2 luglio, in occasione della cerimonia di apertura della nona assemblea generale della Islamic Radio and Television Union (IRTVU), il segretario del supremo consiglio per la sicurezza nazionale iraniano, Ali Shamkhani, ha accusato gli Stati Uniti di voler ordire una trappola contro il suo Paese. Secondo la versione iraniana, l’America starebbe lavorando per creare un nuovo assetto in Medio Oriente, sfruttando le divisioni religiose, politiche ed etniche interne alla regione. L’Iran ritiene che gli Stati Uniti siano i responsabili di una politica fallimentare e dannosa verso il Medio Oriente che favorisce le divisioni per penetrare in un’area di grande importanza strategica e sfruttare le sue risorse.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

Bandiera iraniana. Fonte: Flickr

Bandiera iraniana. Fonte: Flickr

di Redazione

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