NATO unita per contrastare le minacce russe e terroristiche

Pubblicato il 2 luglio 2017 alle 9:59 in NATO

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Il 29 giugno, i ministri della difesa dei Paesi membri della NATO, riuniti a Bruxelles, hanno discusso su diverse questioni, tra cui le minacce esercitate dalla Russia e dai gruppi terroristici contro l’Alleanza, insieme alle politiche necessarie per contrastarle.

All’incontro, hanno preso parte anche i leaders di Paesi alleati della NATO, con cui i ministri degli esteri hanno affrontato anche la questione della Resolute Support Mission in Afghanistan, promettendo di accrescere il sostegno alle forze di sicurezza afghane. Il Pentagono ha reso noto che il segretario della difesa americano, James Mattis, ha parlato nel corso delle conclusioni del meeting. “Ci siamo concentrati sulle attività destabilizzanti esercitate dalla Russia, sia nel cyberspazio, sia nei territori confinanti con i Paesi dell’Alleanza”, ha spiegato Mattis, il quale ha aggiunto che la NATO sta considerando di aumentare ulteriormente la propria presenza negli Stati baltici e in Polonia. “Ho osservato le forze dell’Alleanza sul campo ed è così energizzante vedere giovani soldati provenienti da diversi Stati membri della NATO lavorare insieme in Lituania ed in altri Paesi dell’Europa dell’est. Sono il chiaro esempio dell’orientamento difensivo dell’Alleanza”, ha dichiarato il segretario della difesa statunitense. Infine, Mattis ha sottolineato l’impegno americano nel supporto alla NATO, facendo riferimento alla dichiarazione del presidente Donald Trump riguardo al rispetto dell’Articolo 5 del North Atlantic Treaty, il quale stabilisce che qualsiasi attacco contro un membro della NATO, deve essere considerato una minaccia contro tutta l’Alleanza.

I rapporti tra la NATO e la Russia sono caratterizzati da tensioni per diversi motivi. In seguito allo scoppio del conflitto russo-ucraino, il 23 febbraio 2014,  la NATO si è schierata in favore della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina, condannando l’annessione della Crimea da parte di Mosca. Dall’inizio del 2017, le truppe dell’Alleanza sono arrivate nei paesi dell’Europa centrale e dell’est, posizionandosi ai confini con la Russia e fornendo supporto militare agli Stati baltici (Estonia, Lettonia e Lituania), ma anche a Polonia, Norvegia, Slovacchia, Montenegro e Romania.

Un altro motivo di tensioni tra Mosca e i paesi della NATO è costituito dal conflitto in Siria. La Russia è schierata, insieme all’Iran e alle milizie sciite libanesi di Hezbollah, a favore del regime di Bassar al-Assad. USA, Turchia Arabia Saudita e Qatar, invece, supportano i ribelli. Fin dall’inizio del conflitto, il 15 marzo 2011, anche i paesi della NATO si sono schierati a favore dei ribelli siriani. Questa situazione ha creato uno scontro indiretto tra la Russia e i paesi dell’alleanza. Dal 2015, Mosca ha ordinato l’inizio dei bombardamenti in Siria che ha causato la morte di numerosi civili e le condanne del blocco occidentale. Secondo le stime effettuate dal Syrian Network for Human Rights, dei 16,913 civili uccisi nel conflitto siriano durante il 2016, 3,967 persone sono morte a causa delle bombe russe, contro i 537 uccisi dal fuoco della coalizione internazionale.

Segretario alla difesa statunitense, Jim Mattis. Fonte: Departement of Defense

Segretario alla difesa statunitense, Jim Mattis. Fonte: Departement of Defense

di Redazione

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