Israele – Iran: cresce la tensione tra i due Paesi

Pubblicato il 26 giugno 2017 alle 6:18 in Israele Medio Oriente

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Nuovo monito all’Iran da parte di Israele in merito al rifornimento di armi ad Hezbollah ed al tentativo di stabilire la sua presenza in Siria.

Domenica 25 giugno, Israele ha avvertito nuovamente l’Iran sulle conseguenze cui andrà incontro se proseguirà nello stabilire in Libano industrie per la produzione di armi, a vantaggio di Hezbollah. Secondo il capo dell’intelligence militare israeliana, Herzl Halevi, queste industrie producono missili con un raggio di circa 500 chilometri, missili anticarro e missili terra-mare.

Un alto funzionario israeliano ha affermato che il Paese non potrà transigere sulla questione, che ha conseguenze sulla stabilità dell’intera regione. Israele ha inoltre chiesto l’intervento di Paesi terzi allo scopo di persuadere Teheran a porre fine a questa attività, alla luce del mancato intervento del governo libanese.

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha sottolineato che il Paese risponderà con la forza ad ogni attacco contro il proprio territorio e contro i suoi cittadini e, all’inizio della consueta seduta settimanale di governo, ha chiarito che ritiene molto seria la questione riguardante i tentativi dell’Iran di fornire armi avanzate ad Hezbollah e di stabilire la sua presenza in Siria.

Netanyahu faceva riferimento, in particolare, all’intervento iraniano in Siria del 18 giugno scorso, quando Teheran ha attaccato il campo petrolifero di Tanak e la città di Mayadin. È stato quello il primo intervento iraniano nel Paese, avvenuto in risposta all’attentato rivendicato dal sedicente Stato Islamico, che il 7 giugno aveva colpito il parlamento iraniano ed il mausoleo dell’ayatollah Khomeini.

L’attacco iraniano, che ha addirittura violato la sovranità irachena, dal momento che i missili ne hanno attraversato lo spazio aereo, costituiva, per stessa ammissione iraniana, un chiaro segnale di ammonimento nei confronti dello Stato Islamico e di tutti i suoi sostenitori, intesi come coloro che sostengono il terrorismo sunnita, tra i quali Arabia Saudita ed Israele.

Il monito di Netanyahu nei confronti dell’Iran giunge dopo che lo scorso sabato, 24 giugno, gli aerei militari israeliani hanno colpito i siti legati all’esercito regolare siriano a Quneitra, nel sud della Siria. L’attacco israeliano è avvenuto in risposta al lancio di dieci missili nell’area del Golan occupata da Israele ed ha causato la distruzione di due carri armati e delle basi di lancio da cui erano partiti i missili stessi. Nonostante sembri che i missili in questione fossero stati lanciati durante uno scontro interno delle parti siriane in conflitto, Israele ne ha attribuito la responsabilità all’Iran.

Secondo quanto affermato dal Wall Street Journal, infatti, Israele temerebbe la formazione di una presenza sciita nelle alture del Golan e, proprio per prevenirla, starebbe stringendo rapporti con i ribelli siriani. L’episodio del lancio dei missili nell’area sarebbe stato percepito da Israele come un attacco da parte dell’Iran: da qui il monito nei confronti della Repubblica Islamica.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

Alture del Golan. Fonte: Wikimedia Commons.

Alture del Golan. Fonte: Wikimedia Commons.

di Redazione

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