Colombia: otto arresti per l’attentato del 17 giugno

Pubblicato il 26 giugno 2017 alle 6:38 in America Latina Colombia

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Otto giorni dopo l’attacco al centro commerciale Andino a Bogotà che ha causato tre morti e una decina di feriti, i funzionari hanno annunciato la cattura di otto persone sospettate di essere responsabili dell’attentato.

Secondo la polizia, i responsabili dell’attentato sono quattro uomini e quattro donne appartenenti al Movimento Rivoluzionario Popolare (MRP), che avrebbero legami con alcune cellule urbane dell’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN).

Bandiera della Colombia. Fonte: Wikipedia

Bandiera della Colombia. Fonte: Wikipedia

L’operazione volta a trovare i responsabili, iniziata 24 ore dopo l’attentato, ha avuto successo grazie all’identificazione tramite le telecamere di sicurezza del centro commerciale. In passato, il gruppo rivoluzionario aveva rivendicato altri attacchi con caratteristiche simili. L’artefatto esplosivo, che è scoppiato nel bagno delle donne al secondo piano del complesso commerciale sabato 17 giugno scorso conteneva nitrato di ammonio, alluminio e zolfo. La stessa composizione utilizzata in altre “azioni criminali”, secondo la definizione delle autorità.

In una conferenza stampa, il procuratore generale Néstor Humberto Martínez ha detto che due delle persone catturate sabato, lo scorso marzo erano state arrestate per trasporto di esplosivi. Nel corso delle perquisizioni avevano trovato anche mappe di Bogotà. Il procuratore aveva accusato formalmente i due detenuti di terrorismo, ma un giudice li aveva lasciati liberi sulla base del fatto che il materiale trovato in loro possesso non era stato utilizzato.

Martínez ha insistito che non vi sono ancora prove sufficienti per dedurre la responsabilità dell’intero MRP per quanto accaduto otto giorni fa nella capitale colombiana. Gli otto arrestati sono stati accusati di associazione a delinquere a fini terroristici, terrorismo, omicidio aggravato, tentato omicidio, falsificazione di documenti pubblici, e produzione, traffico e detenzione di armi. Uno degli arrestati è accusato anche di sequestro di persona.

Il Generale Jorge Nieto Rojas, direttore della polizia nazionale, ha detto nella stessa conferenza stampa che gli arresti contribuiscono all’avanzaamento delle indagini su  altri 14 attentati avvenuti a Bogotà e nella città di Pereira dal 2015 ad oggi. Gli arresti del sabato hanno avuto luogo dopo dieci perquisizioni. Prove già esistenti su alcuni precedenti attentati e quanto raccolto nell’ultima settimana hanno portato agli arresti e alla messa in relazione dell’attacco del 17 giugno scorso con altre operazioni di terrorismo che hanno avuto luogo in Colombia.

Il MRP è un’organizzazione rivoluzionaria maoista-leninista che ha rivendicato in passato la responsabilità di azioni contro istituzioni sanitarie. I membri del gruppo rivoluzionario – affermano le autorità di polizia – sono noti per operare in triadi: gruppi di tre persone che non si conoscono l’un l’altro e si muovono in pieno isolamento sotto gli ordini di un capo che coordina l’esecuzione degli atti terroristici.

 

Traduzione dallo spagnolo a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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