Nuova richiesta di Ankara agli USA sulla questione delle YPG

Pubblicato il 25 giugno 2017 alle 6:33 in Medio Oriente Turchia

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Il ministro della difesa, Fikri Isik, ha riferito che il governo turco vuole che venga stabilito un meccanismo congiunto con gli USA per il ritiro delle armi inviate ai combattenti curdo-siriani delle Syrian Democratic Forces (SDF) una volta che l’ISIS sarà sconfitto.

La notizia è stata comunicata il 23 giugno, nel corso di un’intervista televisiva, durante la quale Isik ha spiegato di dover discutere sull’argomento con la controparte americana, James Mattis, il 28 giugno, in occasione di un meeting della NATO a Bruxelles. Tra le questioni che i due funzionari affronteranno, ci sarà anche il numero preciso di armi che sono state inviate alle SDF, in quanto i dati riferiti da Washington ad Ankara sono diversi da quelli riportati dai media. Isik ha riferito di aver ricevuto una lettera “positiva” da Mattis, in cui gli USA prendono in considerazione le preoccupazioni della Turchia, soprattutto riguardo alle People’s Protection Units (YPG), il braccio armato delle SDF, le quali vengono considerate da Ankara un’organizzazione terroristica affiliata al Kurdistan Workers’ Party (PKK), mentre gli Stati Uniti le ritengono un alleato fondamentale per la sconfitta dell’ISIS in Siria. “È importante che gli americani emettano un comunicato scritto, ma vedremo se le affermazioni presenti nella lettera si riveleranno vere”, ha affermato Isik, facendo riferimento ad una promessa fatta in precedenza dalla Casa Bianca, la quale aveva assicurato il ritiro delle YPG da Manbij, città ormai liberata dall’ISIS.

La decisione di armare le YPG è stata presa dal presidente americano Donald Trump il 9 maggio, con l’obiettivo di aiutare gli alleati curdi nella lotta all’ISIS a liberare Raqqa, roccaforte principale dei terroristi in Siria. Tale mossa ha fatto aumentare le tensioni con Ankara, già emerse tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, a causa degli attacchi turchi contro i combattenti curdi in Siria e in Iraq, criticata da Washington per la presenza dei soldati americani nei luoghi colpiti.

Il 30 maggio, il Pentagono ha annunciato l’invio dei primi carichi di armi piccole e di veicoli militari alle SDF, fornendo ad Ankara la lista completa di tutti gli elementi trasferiti alle YPG, cercando di rassicurare la Turchia. A tale fine, gli USA stanno regolarmente aggiornando gli ufficiali turchi sulla questione. La principale paura del presidente Recep Tayyip Erdogan è che le armi americane possano essere utilizzate in futuro contro la Turchia. Tuttavia, Washington ha promesso di monitorare attentamente la situazione, in modo da evitare che ciò accada.

Fikri Isik, ministro della difesa turco. Fonte: Wikimedia Commons

Fikri Isik, ministro della difesa turco. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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