146 morti in Pakistan a causa dell’espolosione di un’autobotte colma di petrolio

Pubblicato il 25 giugno 2017 alle 14:04 in Asia Pakistan

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Almeno 146 persone sono bruciate vive, mentre altre decine sono rimaste ferite a causa dell’esplosione di un’autobotte colma di petrolio vicino a Bahawalpur, nella provincia pakistana di Punjab.

L’incidente è avvenuto questa mattina, mentre numerose persone stavano facendo rifornimento dal veicolo, quando questo ha preso fuoco ed è esploso. Fonti locali hanno riferito ad al-Jazeera che la maggior parte delle vittime erano residenti dell’area. I pompieri ed i servizi di soccorso sono giunti sull’area dell’incidente e le operazioni di salvataggio sono ancora in corso. Il corrispondente dell’emittente qatarina, Kamal Hyder, da Islamabad, ha rivelato che quasi tutti i corpi sono irriconoscibili. I 90 feriti, tra cui ci sono diversi bambini, sono stati trasportati al Victoria Hospital, presso Bahawalpur, e presso altre strutture. Ad avviso di Hyder, i morti dovrebbero aumentare.

Il primo ministro pakistano, Nawaz Sharif, ha espresso il proprio dolore per l’incidente ed ha ordinato alle autorità di assicurarsi che le vittime vengano trattate nel miglior modo possibile. Insieme ai morti e ai feriti, l’esplosione ha distrutto decine di veicoli e motocicli presenti sul luogo.

Solo due giorni fa, il Pakistan è stato colpito da diversi attentati simultanei. Il primo è stato causato da un’autobomba che è esplosa nella località di Quetta, nel sud-ovest del Pakistan, causando 13 vittime. Nel secondo, due bombe nella città di Parachinar, nel Pakistan nord-occidentale, hanno causato la morte di 27 persone. Nel terzo, un attacco con armi da fuoco contro la polizia presso Karachi, nel sud del paese, sono morti 4 ufficiali delle forze dell’ordine. Infine, altri 6 poliziotti sono morti nell’attacco con autobomba a Quetta, poiché avevano fermato l’auto per un controllo di sicurezza.

La responsabilità dell’attentato di Quetta è stata rivendicata dal gruppo secessionista dei Talebani pakistani, Jammat ur Ahrar, con l’invio di un messaggio a Reuters, secondo quanto riferito dal loro portavoce, Asad Mansur. “I nostri attacchi continueranno finché non verrà implementato un vero sistema di sharia in Pakistan”, ha dichiarato Mansur, riferendosi alla Legge Islamica.

Bandiera del Pakistan. Fonte: Pixabay

Bandiera del Pakistan. Fonte: Pixabay

di Redazione

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