Tensioni crescenti nella Rep. Dem. del Congo

Pubblicato il 24 giugno 2017 alle 11:51 in Africa Congo

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Due truppe dell’esercito della Repubblica Democratica del Congo sono state attaccate nella provincia di North Kivu.

Il primo assalto è avvenuto alle 6:00 del mattino locali, presso Kalau, a 15 chilometri a nord-est di Beni. Il sindaco della città di Beni, Nyonyi Bwanakawa, ha reso noto che le forze armate della Repubblica Democratica del Congo, insieme alla polizia locale, stanno controllando la zona e hanno messo l’area in sicurezza. Il secondo assalto è avvenuto a 45 minuti di distanza dal primo, presso Rwangoma, dove un altro gruppo di rivoltosi si è scagliato contro le truppe dell’esercito locale. Tali offensive si sono verificate a meno di due settimane dalla fuga di quasi 900 prigionieri dalla prigione di Kangwayi, nell’est del paese.

Localizzata a nord della turbolenta provincia di North Kivula zona di Beni è stata teatro di un’ondata di violenze nel 2014, che hanno causato la morte di 700 civili. Il governo locale ha incolpato il gruppo armato Allied Democratic Forces (ADF), il quale dovrebbe essere governato dai musulmani dell’Uganda, che in passato volevano rovesciare il governo del presidente ugandese, Yoweri Museveni. Alcuni combattenti dell’ADF erano presenti presso la prigione di Kangway.

Ieri, le Nazioni Unite hanno aperto un’indagine sulle uccisioni avvenute all’interno del paese. La capitale Kinshasa, dallo scorso agosto, è governata dal caos causato dalla rivalità etnica e da scontri per il controllo delle risorse minerarie. La Chiesa cattolica locale ha reso noto che, dallo scorso ottobre a ora, sono state uccise 3,300 persone, sia dalle forze governative, sia dalle milizie ribelli. Alla luce di ciò, lo Human Rights Council delle Nazioni Unite, composto da 47 Stati membri, ha adottato una risoluzione per dare inizio ad un’indagine proposta dagli altri paesi africani. L’ambasciatore congolese, Zènon Mukongo Ngya, ha riferito che il governo del presidente Joseph Kabila coopererà per scoprire la verità sulle atrocità che sono accadute nel paese.

La Repubblica Democratica del Congo, Stato africano ricco di risorse, ha guadagnato l’indipendenza dal potere coloniale del Belgio nel 1960 senza, tuttavia, effettuare una transizione di potere pacifica. La violenza nel paese è aumentata e si è estesa in tutta la nazione dopo che il presidente Kabila ha deciso di rimanere al potere per il terzo mandato presidenziale, lo scorso dicembre. I leader dell’opposizione hanno firmato un accordo fragile con la coalizione di governo e gli alleati di Kabila, in cui è stato richiesto al leader di ritirarsi dopo le elezioni programmate per la fine del 2017. Tuttavia, recentemente, il presidente congolese è sembrato distanziarsi dal patto, dicendo di “non aver promesso niente a nessuno” e di “voler organizzare elezioni che siano perfette, il prima possibile”. Secondo le stime dell’ONU centinaia di persone sono state uccise dall’inizio delle violenze, a fine 2016, e circa 200.000 sfollati hanno abbandonato le proprie case.

Bandiera-cartina della repubblica Democtatica del Congo. Fonte: Wikimedia Commons

Bandiera-cartina della repubblica Democtatica del Congo. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

Articoli correlati

Africa Libia

Libia: Salamé presenta l’emendamento dell’accordo di Skhirat

L’inviato dell’ONU in Libia, Ghassan Salamé, a margine della 72esima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, ha presentato un “piano d’azione”, che propone la modifica dell’accordo di Skhirat

Africa Etiopia

Etiopia: scontri nell’est del Paese hanno prodotto 50,000 sfollati

Gli scontri nell’est dell’Etiopia, ai confini tra la regione di Oromia e di Somali, hanno prodotto circa 50,000 sfollati, i quali sono stati costretti ad abbandonare le proprie case per sottrarsi alle violenze che, nel corso della settimana passata, hanno causato la morte di almeno 50 persone

Immigrazione Niger

Niger: i cacciatori di migranti dell’Europa

Il Niger è sempre stato un Paese di transito per i flussi migratori provenienti dall’Africa occidentale e diretti verso la Libia e l’Algeria. In particolare, l’instabilità politica, sociale ed economica che caratterizza il Paese africano da quasi sessant’anni ha contribuito favorire le attività dei trafficanti di esseri umani

Africa Libia

Libia: chiuso un condotto per il trasporto del petrolio verso Tripoli

Un gruppo armato ha chiuso un condotto di una stazione petrolifera che trasporta il carburante dal porto di Zawiya verso Tripoli, fermando in tal modo il pompaggio di carburante verso la capitale

Africa Egitto

Egitto: Al-Sisi incontra Netanyahu e Abbas

Il presidente egiziano, Abdel Fattah Al-Sisi, ha incontrato il Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e il presidente palestinese, Mahmoud Abbas, in due incontri separati a New York per discutere i modi per rilanciare il processo di pace in Medio Oriente

Europa Libia

Operazione Sophia: 83 ufficiali della marina libica giunti in Italia

83 ufficiali della Guardia Costiera libica sono giunti in Italia per ricevere un corso di addestramento nell’ambito dell’EUNAVFOR Med Operazione Sophia


Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.