Crisi del Golfo: le richieste al Qatar per porre fine alla crisi

Pubblicato il 24 giugno 2017 alle 6:18 in Medio Oriente Qatar

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Consegnata al Qatar una lista delle richieste per porre fine al suo isolamento. Tra le altre, l’interruzione dei rapporti con l’Iran e la chiusura della base militare turca nel Paese. Dura la reazione della Turchia.

Venerdì 23 giugno, il Kuwait ha inviato al Qatar una lista di richieste formulate da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto e Bahrein. Secondo il Ministero degli Esteri americano, l’elenco, giunto nel Paese 18 giorni dopo l’inizio dell’isolamento, sarebbe stato inviato soltanto poche ore dopo un intervento da parte degli Stati Uniti, mirato ad accelerare la risoluzione della crisi del Golfo.

Tra le richieste presentate attraverso il Kuwait spiccano l’interruzione dei rapporti con l’Iran, per quanto concerne la rappresentanza diplomatica con il Paese e la limitazione della cooperazione bilaterale nei settori commerciale, militare e di intelligence; inoltre si chiede anche l’immediato allontanamento dal territorio del Qatar degli elementi che seguono o che hanno rapporti con il corpo delle guardie della rivoluzione islamica.

Inoltre, le richieste si prefiggono di ostacolare anche i rapporti tra Qatar e Turchia, imponendo la chiusura immediata della base militare turca nel Paese e la fine di ogni cooperazione militare all’interno del territorio qatarino.

Altro punto importante è la richiesta di tagliare ogni rapporto con le cosiddette organizzazioni terroristiche e settari. A tale proposito, viene sollecitata la consegna dei dati sul terrorismo, di interesse internazionale, con i database specifici sugli oppositori, per approfondire il livello di sostegno che questi hanno ottenuto dal Qatar. Inoltre, i quattro Paesi impongono la chiusura dei canali di Al Jazeera in Qatar e di quelli ad essa riconducibili e, in generale, di tutti i media sostenuti dal Qatar.

Nella lista si fa inoltre richiesta al Qatar di non interferire nelle questioni interne degli Stati, né nei loro interessi all’estero, e di non consentire la naturalizzazione dei cittadini che abbiano la cittadinanza saudita, emiratina, egiziana o bahreinita.

Il Paese viene sollecitato a risarcire tutte le vittime e le perdite causate dalla politica nazionale attuata negli anni scorsi e ad adottare un atteggiamento di sintonia con il mondo arabo e l’area del Golfo, a tutti i livelli.

Le suddette richieste dovranno essere approvate dal Qatar entro dieci giorni dal momento della ricezione, pena l’invalidità.

Immediata la risposta del ministro della Difesa turco, il quale ha definito la richiesta di chiudere la base turca in Qatar un’ingerenza nei rapporti bilaterali tra due Stati ed ha chiarito che la base serve soltanto per svolgere esercitazioni militari e sostenere la sicurezza dell’area. Inoltre, pur confermando che il suo Paese non ha alcuna intenzione di rivalutare l’accordo con il Qatar per la base militare citata, ha ribadito che la Turchia desidera che si pervenga una soluzione soltanto attraverso il dialogo.

Proprio ieri mattina un secondo contingente di forze turche si era unito all’avanguardia delle truppe turche già presenti in Qatar, prendendo parte alle esercitazioni militari congiunte, nell’ambito dell’accordo per la difesa firmato da Doha ed Ankara.

Dura anche la reazione di Al Jazeera Media Network, che ha definito la richiesta di chiudere tutti i suoi canali come una limitazione della libertà di opinione e di stampa ed un disperato tentativo di mettere a tacere i media che si ritengono liberi e oggettivi nella regione. La stessa posizione è stata assunta dal giornale britannico The Guardian, che ha definito la richiesta “assurda”.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

 

Bandiera del Qatar. Fonte: Flickr.

Bandiera del Qatar. Fonte: Flickr.

di Redazione

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