Francia: l’astensione mina la vittoria di Macron

Pubblicato il 20 giugno 2017 alle 6:34 in Europa Francia

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La maggioranza presidenziale conquista 350 seggi (su 577), molto al di sotto dei 440-470 pronosticati dai sondaggi, in uno scrutinio in cui solo il 42,6% dei francesi si è recato alle urne.

L’ondata macronista c’è stata, ma meno ampia del previsto. La République en Marche del Presidente della Repubblica ha conquistato 308 seggi, 42 sono andati all’alleato MoDem del guardasigilli François Bayrou. Una maggioranza assoluta dunque molto ampia, ma meno di quanto pronosticato dai sondaggi, il che fa tirare un sospiro di sollievo a quasi tutta l’opposizione.

Il primo ministro Edouard Philippe parla alla nazione dopo il voto. Fonte:EBLnews

Il primo ministro Edouard Philippe parla alla nazione dopo il voto. Fonte:EBLnews

La maggioranza presidenziale è dunque lontana dai record di De Gaulle nel 1958 (387 seggi) e Chirac nel 2002 (394 seggi) e lontanissima dal record assoluto di Edouard Balladur, che fu eletto primo ministro nel 1993 con 484 seggi su 577. I 308 deputati (19 in più della maggioranza assoluta) della République en Marche rendono comunque Macron indipendente dall’alleato François Bayrou.

La destra gollista tradizionale è il primo gruppo d’opposizione e conquista 113 seggi, cui si sommano 17 dei centristi dell’UDI e 7 di indipendenti di centro-destra, ben al di là dei 70-80 seggi in totale stimati dopo il primo turno di domenica 11 giugno. Il Partito Socialista, maggioranza assoluta nell’Assemblea uscente, conquista appena 30 deputati, cui si aggiungono 12 indipendenti, 3 radicali di sinistra e un ecologista. Entrambi questi schieramenti sono divisi al loro interno tra coloro che intendono collaborare con la maggioranza presidenziale e chi invece propone di fare opposizione pura e semplice.

Certamente all’opposizione i 27 deputati di estrema sinistra, 17 della France Insoumise e 10 comunisti, e gli 11 di estrema destra, 8 del Fronte Nazionale (tra cui Marine Le Pen, sconfitta al ballottaggio alle presidenziali da Emmanuel Macron), 1 della Ligue du Sud, 1 di Résistons e 1 di Debout la France. Entrano infine all’Assemblea Nazionale per la prima volta 3 nazionalisti corsi (su 4 seggi in totale che assegna l’isola).

I francesi ci hanno assegnato un’ampia maggioranza, ma non un assegno in bianco – ha affermato il primo ministro Edouard Philippe, che ha espresso, come tutti i principali leader politici, preoccupazione per l’astensione, che raggiungendo il 57,3% ha superato ogni record. Il governo ha promesso di introdurre una quota di proporzionale nello scrutinio (oggi maggioritario a due turni) per garantire una maggiore rappresentatività dell’assemblea e riavvicinare i francesi alle elezioni legislative.

L’alta astensione ha fatto sottolineare tanto al leader della France Insoumise Jean-Luc Mélenchon come alla presidente del Front National Marine Le Pen come la maggioranza parlamentare rappresenti una minoranza sociale.

Lo scrutinio maggioritario a due turni è particolarmente sfavorevole ai partiti che non stringono alleanze o accordi di desistenza. Emblematico è il caso del Fronte Nazionale che con il 13,2% dei suffragi su scala nazionale conquista appena l’1,4% dei seggi, pur superando con 8 deputati ogni suo precedente record (2 eletti nel 1997 e 2 eletti nel 2012).

L’elezione di domenica scorsa ha rappresentato un importante rinnovamento per la classe politica francese. Sono appena 145 i deputati rieletti, meno del 25% dell’Assemblea Nazionale. Inoltre, 223 neoelette sono donne, un record sotto la V Repubblica, e 129 deputati hanno meno di 40 anni, contro appena 18 nell’Assemblea uscente. Il deputato più giovane, Ludovic Pajot, eletto nel Pas-de-Calais per il Fronte Nazionale, ha appena 23 anni.

Traduzione dal francese e redazione a cura di Italo Cosentino

 

 

di Redazione

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