Mosca condanna la politica di Trump nei confronti di Cuba

Pubblicato il 19 giugno 2017 alle 10:22 in America Latina Cuba

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La nuova politica dell’amministrazione degli Stati Uniti nei confronti di Cuba è un ritorno alla guerra fredda secondo la valutazione offerta dal Ministero degli esteri russo a seguito della decisione del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump sull’abolizione dei passi unilaterali presi della precedente amministrazione per normalizzare le relazioni con Cuba.

Bandiere cubane a L'Avana. Fonte: Wikimedia Commons

Bandiere cubane a L’Avana. Fonte: Wikimedia Commons

Quanto dichiarato dal Presidente degli Stati Uniti riguardo ad nuova linea politica nelle relazioni con Cuba ci riporta alla retorica già quasi dimenticata della guerra fredda – ha dichiarato in un comunicato il Ministero degli Affari Esteri della Federazione russa (MID) – questo approccio non è affatto “nuovo”, poiché ha caratterizzato la politica degli Stati Uniti contro Cuba per decenni.

Quando la precedente amministrazione di Washington ha apportato modifiche significative al corso politico nei confronti dell’isola, abbiamo, non senza ragione, creduto che il passo non fosse da considerare tanto una manifestazione di buona volontà dei singoli politici, ma piuttosto una presa di coscienza del fallimento della politica dell’embargo e delle sanzioni contro questo piccolo paese amante della libertà – si legge nella nota del MID – ora sembra che il discorso anti-cubano sia ancora una volta tornato in auge.

Fonti del ministero hanno dichiarato alla TASS che la Russia è fermamente convinta che la storia degli ultimi cinque decenni ha dimostrato l’inutilità dello “stile arrogante” di Washington nel dialogo con Cuba. La Russia si oppone all’embargo, al blocco e alle sanzioni contro il paese caraibico e sottolinea la solidarietà costante di Mosca nei confronti dell’isola.

Il ministero degli Esteri russo ha invitato l’amministrazione Trump a far suoi i risultati delle votazioni contro l’embargo dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che ribadiscono la posizione della comunità internazionale nei confronti di Cuba.

Venerdì scorso, Donald Trump ha annunciato una politica più dura nei confronti di Cuba, accusando il governo di Raúl Castro di fornitura di armi alla Corea del Nord e di responsabilità gravissime nell’aumento della tensione politica in Venezuela. Parlando a Miami, sede della principale comunità della diaspora cubana – fortemente anticastrista – il Presidente degli Stati Uniti ha esortato il governo cubano a sedere al tavolo delle trattative per raggiungere un accordo che potesse soddisfare gli interessi di Washington e L’Avana.

Condizione previa per la ripresa delle trattative – che escludono l’apparato militare dell’isola – è l’apertura politica del paese, il riconoscimento dei diritti politici e la liberazione dei prigionieri politici. Trump ha inoltre ristretto nuovamente le possibilità dei cittadini statunitensi di viaggiare a Cuba e ha indurito le norme per le aziende che commerciano con la più grande delle Antille.

Il governo cubano ha dichiarato che il presidente statunitense è stato “mal consigliato” ed ha condannato il nuovo corso voluto da Trump, definendo inaccettabili le pretese degli USA.

Traduzione dal russo e dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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