Tensioni tra Gibuti ed Eritrea in seguito al ritiro delle truppe qatarine

Pubblicato il 18 giugno 2017 alle 5:37 in Africa Gibuti

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Il 16 giugno, il ministro degli esteri del Gibuti, Mahamoud Ali Youssouf, ha accusato l’Eritrea di aver occupato un territorio presso i confini tra i due paesi, non appena i peacekeepers qatarini si sono ritirati nel corso della settimana passata.

La decisione del Qatar, annunciata il 14 giugno dal ministro degli esteri di Doha, è avvenuta in seguito alla crisi diplomatica con altri paesi arabi, i quali, a partire dal 5 giugno, hanno accusato il Qatar di supportare il terrorismo. Nonostante le smentite dell’emiro qatarino, il paese del Golfo si trova momentaneamente isolato, godendo del supporto da parte dell’Iran e della Turchia, che hanno inviato aerei carichi di risorse a Doha nei giorni passati.

Dal 10 giugno 2010, dopo due anni dall’inizio del conflitto tra il Gibuti e l’Eritrea intorno al territorio di confine di Ras Dumeira, il Qatar ha posizionato le proprie truppe di peacekeepers tra i due paesi africani, nel tentativo di mediare la situazione. Tuttavia, sia Gibuti, sia Asmara intrattengono relazioni amichevoli l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, che adesso hanno tagliato i rapporti diplomatici con Doha.

Youssouf, due giorni fa, ha affermato che l’esercito del Gibuti era in allerta, motivo per cui aveva già avvertito le Naizoni Unite e l’Unione Africana. “Le truppe qatarine si sono ritirate tra il 12 ed il 13 giugno, lo stesso giorno sono stati registrati movimenti da parte dei militari eritrei lungo le montagne del confine”, ha spiegato il ministro, aggiungendo che i soldati avversari, adesso, controllano le alture e le isole Dumeira.

Il Gibuti è un alleato chiave dei paesi occidentali e ospita basi militari francesi ed americane, offrendo un accesso diretto all’Eritrea e all’Etiopia, principale partner regionale di Washington. L’Eritrea, al contrario, intrattiene rapporti controversi con l’Occidente, dal momento che è stata accusata di favoreggiare i gruppi armati somali. Tali accuse sono sempre state smentite da Asmara.

Abdullahi Boru Halakh, analista del Corno d’Africa, ha riferito all’emittente qatarina al-Jazeera che la disputa territoriale ai confini tra i due paesi africani è sempre esistita, ma grazie alla presenza delle truppe del Qatar le tensioni erano state sedate. Adesso invece, spiega Halakh, l’Eritrea si sta approfittando della crisi diplomatica tra Doha e gli altri paesi. “L’Eritrea è oggetto di sanzioni da parte delle Nazioni Unite e presenta tensioni anche con l’Etiopia; ora Asmara sta cercando disperatamente di tornare sulla scena e ricevere l’aiuto dell’Onu tanto sperato”, ha concluso l’analista.

I conflitti in seno al Corno d’Africa sono scoppiati nel 2008, dopo che il Gibuti ha accusato l’Eritrea di aver posizionato le proprie truppe al confine, spargendo paura in tutta la regione. Gli scontri, all’epoca, durarono diversi giorni, causando la morte di decine di truppe del Gibuti.

Ieri, l’Unione Africana (AU) è intervenuta rendendo noto di aver organizzato una missione lungo i confini tra i due paesi africani, in modo da valutare la situazione, ed ha richiamato entrambe le parti ad allentare le tensioni. In un comunicato emesso dalla Commissione dell’AU si legge che l’Unione si sta consultando con le autorità del Gibuti e dell’Eritrea, “nel tentativo di normalizzare la situazione e promuovere una politica di buon vicinato”.

Le sanzioni delle Nazioni Unite sono state imposte contro l’Eritrea il 23 dicembre 2009, con l’accusa di supporto ai gruppi terroristici somali e di al-Shabaab e anche a causa delle tensioni con il Gibuti. Nel 2011, tali sanzioni sono state prolungate con la Risoluzione 2023, adottata il 5 dicembre di quell’anno dal Consiglio di sicurezza dell’Onu.

Soldati del Djibouti. Fonte: Wikipedia (2008)

Soldati del Djibouti. Fonte: Wikipedia (2008)

di Redazione

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