Nuovo piano delle Nazioni Unite: Hadi favorevole, ma gli Houthi rimangono scettici

Pubblicato il 18 giugno 2017 alle 11:05 in Medio Oriente Yemen

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Il governo yemenita, guidato dal presidente Mansour Hadi e sostenuto dalla comunità internazionale, ha reso noto di aver accettato un piano proposto dalle Nazioni Unite per alleviare la violenza e le sofferenze causate dalla guerra civile in corso. I ribelli sciiti Houthi, tuttavia, non sono convinti dell’iniziativa.

Il 15 giugno, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha chiesto alle parti coinvolte nel conflitto di accettare il piano proposto, il quale prevede che il porto di Hudaida, attualmente sotto il controllo dei ribelli sciiti, rimanga escluso dagli scontri, e che i salari governativi vengano ripristinati. Hudaida è un porto molto importante per lo Yemen, in quanto affaccia sul Mar Rosso, da cui arrivano l’80% delle importazioni di cibo nel paese. Per questo motivo, le Nazioni Unite vorrebbero che l’area diventasse una zona neutrale e, a tale proposito, hanno chiesto alla coalizione saudita che bombarda gli Houthi di non estendere i raid aerei contro il porto.

Il ministro degli esteri yemenita, Abdel-Malek al-Mekhlafi ha dichiarato che il proprio governo ha accettato l’iniziativa dell’Onu. Dall’altra parte, invece, Mohammed Abdelsalam, portavoce degli Houthi ha riferito che, ad avviso dei ribelli, il Consiglio di sicurezza, così facendo, sta solo incoraggiando la coalizione saudita ad andare avanti con i bombardamenti. “Noi siamo convinti di avere il diritto di rispondere alle offensive della coalizione saudita”, ha affermato il portavoce.

La guerra civile yemenita è scaturita da un conflitto tra gli Houthi, alleati con le forze fedeli all’ex presidente yemenita, Ali Abdullah Saleh, e i sostenitori dell’attuale presidente Hadi. Dal 20 gennaio 2015, i ribelli controllano la capitale Sana’a, mentre il governo di Hadi, riconosciuto come presidente legittimo dalla comunità internazionale, ha sede ad Aden, nel sud del paese. Nello stesso anno, il 25 marzo, l’Arabia Saudita ha assemblato una coalizione internazionale formata dal Bahrein, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Giordania, Marocco e Sudan, per bombardare gli Houthi. Dal momento che l’instabilità politica del paese non accenna a diminuire, lo Yemen, paese più povero del Medio Oriente, sta affrontando una grave epidemia di colera dalla fine di aprile, che ha infettato più di 100,000 persone.

Sana'a, capitale yemenita distrutta dai bombardamenti. Fonte: Wikimedia Commons

Sana’a, capitale yemenita distrutta dai bombardamenti. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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