Svolta storica in Serbia: nuovo primo ministro donna e omosessuale

Pubblicato il 17 giugno 2017 alle 6:30 in Balcani Europa

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Doppia svolta storica in Serbia dove per la prima volta una donna omosessuale è stata eletta primo ministro.

“Non è stata una decisione facile”, ha affermato il presidente Vučić nella conferenza stampa in cui ha annunciato la sua scelta, “ma sono convinto che Ana Brnasbić abbia le qualità e la preparazione per portare avanti il programma di governo e le riforme e soprattutto fare grandi passi in avanti riguardo all’integrazione del nostro paese nell’Unione Europea. Vogliamo continuare a migliorare l’immagine della Serbia a livello internazionale.

L’annuncio della nomina di Brnabić è stato fatto questo giovedì 15 giugno dal presidente Aleksandar Vučić, eletto lo scorso aprile. “Non è stata una decisione facile”, ha affermato il presidente, “ma Brnabić ha le qualità professionali e personali necessarie ad affrontare il duro lavoro di un primo ministro”. La nomina dovrà essere ora approvata dal parlamento.

Ana Brnabic. Fonte: BBC

Ana Brnabic. Fonte: BBC

Brnabić inizierà il suo mandato nel mezzo di una fase delicata per la Serbia, che dal 2015 ha iniziato i negoziati per entrare nell’UE ma che al tempo stesso vuole mantenere saldi gli storici rapporti con la Russia ed intraprendere nuove relazioni diplomatiche e commerciali con la Cina.

Nata a Belgrado nel 1975, Brnabić si è laureata in economia e management con un master in marketing presso la Hull University, nel Regno Unito, e vanta un’esperienza decennale nell’ambito delle organizzazioni internazionali e fondi d’investimento stranieri, operando sia nel settore pubblico che in quello privato.

L’elezione di un primo ministro donna ed omosessuale rappresenta dunque una doppia svolta per la Serbia e per l’intera regione, essendo storicamente un paese in cui, al pari del resto dei Balcani, gli omosessuali e la comunità LGBT non godono di alcun diritto e sono spesso vittime di discriminazioni. La decisione di Vučić ha suscitato l’esultanza delle organizzazioni gay serbe, scatenando al contempo non poche polemiche e perplessità tra i partiti politici più conservatori.

 

Traduzione dal francese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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