Immigrazione: Commissione europea lancia procedura di infrazione contro tre Stati membri

Pubblicato il 17 giugno 2017 alle 15:09 in Europa

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La Commissione europea, il 14 giugno, ha lanciato una procedura di infrazione contro la Repubblica Ceca, l’Ungheria e la Polonia, accusandole di non aver rispettato i propri obblighi di ricollocamento dei migranti, stabiliti il 22 settembre 2015 su decisione del Consiglio.

Nel comunicato ufficiale dell’UE si legge che, nonostante le numerose chiamate della Commissione, i tre paesi in questione hanno continuato a violare gli impegni presi, rifiutando di accogliere i migranti stabiliti. La decisione adottata dal Consiglio impone agli Stati membri dell’UE di accogliere un certo numero di rifugiati giunti via mare in Grecia e in Italia, ogni tre mesi. Con tali mosse, in Consiglio mirava a ricollocare 98,255 persone. La Commissione ha sempre monitorato il rispetto da parte degli Stati membri di tali decisioni, pubblicando periodicamente reports per rendere noto l’andamento dei flussi migratori e dei processi di ricollocamento. Nel 13esimo rapporto è emerso che la Repubblica Ceca, l’Ungheria e la Polonia non hanno rispettato i loro obblighi, a differenza degli altri Stati dell’UE. Mentre Budapest non ha ricevuto nessun migrante, Varsavia ha interrotto l’accoglienza nel dicembre 2015 e Praga lo scorso agosto. Già nel 12esimo report di monitoraggio, la Commissione europea aveva esortato gli Stati in questione a rispettare gli impegni presi in materia di ricollocamento.

Dal momento che le decisioni prese dal Consiglio nel 2015 erano state adottate in risposta ad una situazione di emergenza, e date le numerose chiamate della Commissione ai tre paesi europei, le autorità della Repubblica Ceca, dell’Ungheria e della Polonia, a partire adesso, avranno un mese di tempo per rispondere all’UE.

Sempre il 14 giugno, il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, ha riferito che le indiscrezioni secondo cui l’UE non sta facendo alcun progresso in materia di immigrazione sono false e che “gli Stati membri supportano la Grecia e l’Italia”. In relazione alla procedura di infrazione contro Budapest, Varsavia e Praga, Juncker ha commentato che “i paesi dell’UE devono fare di più” e che “i problemi relativi alla solidarietà non dovrebbero essere affrontati di fronte ad una corte”.

La posizione geografica della Grecia e dell’Italia fa sì che i due paesi dell’UE costituiscano le principali coste di approdo dei barconi di migranti che salpano dai paesi del Nord Africa, primo tra tutti la Libia, alla volta dell’Europa. L’International Organization for Migration (IOM) ha reso noto che, dal primo gennaio al 16 giugno 2017, sono giunti in Europa via mare 77,004 profughi, l’85% dei quali è arrivato in Italia, mentre i restanti sono attraccati in Grecia, in Spagna e a Cipro. Il numero dei migranti morti in mare nello stesso arco di tempo ammonta a 1,828.

Barconi di migranti. Fonte: Wikimedia Commons

Barconi di migranti. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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