Segretario di Stato USA: “cambio di rotta nei confronti di Cuba”

Pubblicato il 16 giugno 2017 alle 6:30 in America Latina Cuba

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Il Segretario di Stato degli Stati Uniti Rex Tillerson ha affermato questo martedì 13 giugno che l’attuale politica statunitense riguardo alle relazioni diplomatiche con Cuba, iniziata dal governo di Barack Obama, “agevola economicamente il governo cubano ma non rispetta le leggi degli Stati Uniti”.

Le dichiarazioni di Tillerson fanno seguito all’annuncio sul cambio di rotta sulle relazioni diplomatiche e commerciali annunciato da Donald Trump rispetto all’era Obama. Si prevede che Trump riveli la nuova politica della sua amministrazione nei confronti di Cuba durante una visita a Miami questo venerdì, secondo quanto confermato da due funzionari statunitensi alla CNN.

Nel suo discorso, Tillerson ha fatto riferimento ad una dicotomia tra le due facce delle relazioni tra Stati Uniti e Cuba: la prima, quella “luminosa”, che promuove lo sviluppo economico e l’accesso all’informazione a Cuba; e la seconda, quella “oscura”, che agevola a livello finanziario esclusivamente il regime cubano che, pur rimanendo un regime comunista, beneficia di denaro proveniente dal turismo generato dal suo “nemico capitalista”.

“Se vogliamo continuare a promuovere la parte luminosa di questa relazione”, ha tenuto a sottolineare Tillerson, “Cuba deve assolutamente iniziare a risolvere i suoi problemi di tutela dei diritti umani”.

Fonte: eunews

Fonte: eunews

“Tuttavia, continuando a sviluppare le relazioni commerciali tra i nostri paesi, e continuando a trarre beneficio da tali relazioni a livello economico”, ha proseguito Tillerson, “stiamo forse fornendo, direttamente o inconsapevolmente, il nostro tacito appoggio al regime dell’Isola? La nostra amministrazione crede di sì”.

“Crediamo che Cuba abbia fatto pochissimi passi avanti finora in merito alla tutela dei diritti dei suoi cittadini”, ha aggiunto Tillerson.

Nel corso di un’udienza lo scorso martedì, il senatore democratico del Vermont Patrick Leahy ha colto l’occasione dell’annuncio di Trump riguardo alle politiche nei confronti di Cuba per chiedere come mai l’amministrazione continui ad insistere sul mancato rispetto da parte di Cuba dei diritti umani nel paese mentre non si pone lo stesso problema per altri governi autoritari che, al contrario, godono del suo appoggio.

“Il presidente ha affermato pubblicamente di appoggiare diversi leader di regimi estremamente repressivi come quelli di Arabia Saudita, Egitto, Russia, Turchia e Filippine”, ha affermato Leahy nel Congresso. “È davvero curioso che verso tali paesi non ci si ponga il problema della tutela dei diritti umani, quando ci sono ben altri interessi in gioco, mentre per quanto riguarda Cuba la Casa Bianca è decisa a cambiare le carte in tavola proprio ora che, grazie all’amministrazione Obama, le nostre relazioni cominciavano a migliorare”.

Traduzione dallo spagnolo a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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