Kabul, attentato a una moschea sciita

Pubblicato il 16 giugno 2017 alle 7:06 in Afghanistan Asia

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Una moschea sciita di Kabul è stata colpita da un attentato suicida, giovedì 15 giugno. Il bilancio è di 4 morti e 8 feriti ed è avvenuto durante il mese sacro dell’Islam, il Ramadan.

L’attentato a Kabul, la capitale dell’Afghanistan, è stato rivendicato dai militanti dell’Isis. Gli attentatori si sono fatti esplodere nella cucina della moschea di Al Zahra, dopo che la polizia aveva vietato loro l’accesso alla sala destinata alla preghiera, già piena di fedeli.

Nell’ultimo periodo sono stati molteplici gli attentati in Afghanistan, sollevando proteste popolari che accusano il presidente Ashraf Ghani e il suo governo di non riuscire a garantire la sicurezza del paese.

La moschea colpita dall’attentato si stava preparando alla celebrazione del Lailatul Qadr, una riunione di preghiera che prosegue tutta la notte durante il Ramadan di particolare importanza per i musulmani sciiti.

L’Isis ha frequentemente preso di mira le aree sciite di Kabul, attaccandole e rivendicando gli attentati attraverso la sua agenzia stampa di propaganda, Amaq.

I Talebani, il maggior gruppo militante in Afghanistan, hanno una rivalità aperta con l’Isis e hanno subito chiarito, tramite un portavoce, di non aver niente a che fare con l’attentato alla moschea e chiarito che non attaccherebbero un luogo di culto.

La crescita dell’Isis in Afghanistan ha creato una nuova tensione tra le diverse fazioni militanti, una realtà che è nuova per il paese a maggioranza sunnita, nonostante esso abbia vissuto lunghi periodi di guerra.

Il generale John Nicholson, comandante capo delle forze statunitensi in Afghanistan, si posto come obiettivo quello di sconfiggere le cellule dell’Isis in Afghanistan entro la fine dell’anno. Nello scorso aprile, la bomba non-nucleare di maggiori dimensioni in possesso dell’esercito degli Usa è stata sganciata su un covo di jihadisti uccidendone decine. I militanti non si sono però arresi e sono riusciti a insediarsi in un sistema di caverne sul monte Tora Bora, nell’Afghanistan orientale. Si tratta di nascondigli già usati da Osama Bin Laden.

A Kabul le tensioni sono forti a causa di una serie di attentati culminata con l’esplosione di un’auto-bomba il 31 maggio che ha causato 31 vittime e più di 150 feriti nel quartiere delle ambasciate della capitale. All’attentato sono seguiti giorni di proteste da parte della popolazione e scontri dei manifestanti con la polizia. I cittadini di Kabul chiedevano maggiore sicurezza e pattuglie per le strade.

Il capo della difesa degli Stati Uniti, Jim Mattis, ha dichiarato che non ripeterà gli errori del passato e che gli Stati Uniti “non stanno vincendo” in Afghanistan, nonostante siano trascorsi 16 anni. Mattis è stato delegato dal presidente Trump e può ora prendere decisioni dirette sul numero di soldati Usa da dispiegare sul suolo afghano. Il capo del Pentagono ha affermato che presenterà la sua nuova strategia militare per l’Afghanistan al Trump nelle prossime settimane.

Bandiera dell'Afghanistan. Fonte: Wikimedia Commons

Bandiera dell’Afghanistan. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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