Mattis: in Afghanistan non ripeteremo gli errori del passato

Pubblicato il 15 giugno 2017 alle 15:04 in Afghanistan Asia

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L’amministrazione Trump non ripeterà “gli errori del passato” nel gestire la situazione dell’Afghanistan, ha dichiarato il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Jim Mattis, dopo aver ricevuto dal presidente potere decisionale sullo stanziamento di truppe nel paese.

La delega del potere decisionale sul numero di soldati Usa presenti sul suolo dell’Afghanistan al Pentagono effettuata dal presidente Trump permetterà di condurre le operazioni in modo migliore. Queste le dichiarazioni del capo della difesa Jim Mattis.

La precedente amministrazione guidata da Barack Obama controllava e supervisionava con attenzione il lavoro dei comandi militari in Afghanistan, così come lo stanziamento dei soldati. Il numero di ufficiali dell’esercito presenti era sottoposto a dei limiti ben definiti. Il presidente Trump ha scelto una linea diversa, delegando le decisioni in merito al numero di soldati e alle attività militari in Afghanistan a quello che definisce uno dei “suoi generali”, il capo del Pentagono, Mattis.

Attualmente sono presenti sul suolo afghano 8400 soldati statunitensi e 5 mila soldati della NATO.

“Non ripeteremo gli errori del passato, non possiamo permettere che l’Afghanistan diventi nuovamente una fonte di attacchi al nostro paese e ai nostri alleati”, ha dichiarato Mattis con un chiaro riferimento agli attentati condotti da Al-Qaeda l’11 settembre 2011.
Entro la prima metà di luglio il Segretario alla Difesa presenterà la sua nuova strategia militare per l’Afghanistan al presidente. Mattis promette un approccio onnicomprensivo studiato di concerto con le altre agenzie governative. I comandanti presenti in Afghanistan da tempo chiedono un aumento dei soldati a loro disposizione.

Jim Mattis, prima di ricevere la delega dalla Casa Bianca, aveva già mostrato le sue preoccupazioni per il nuovo impeto dei Talebani registrato in Afghanistan. I Talebani hanno infatti rivendicato una serie di attacchi mortali nel paese, compresi alcuni indirizzati contro le basi militari dell’esercito afghano.

Il Segretario Generale dell’Onu, Guterres, durante la visita a Kabul del 14 giugno ha auspicato la fine delle ostilità e il ritorno della pace in Afghanistan per risolvere anche la crisi umanitaria dei rifugiati che tornano in patria e degli sfollati.

Segretario alla difesa statunitense, Jim Mattis. Fonte: Departement of Defense

Segretario alla difesa statunitense, Jim Mattis. Fonte: Departement of Defense

di Redazione

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