Libia: stop alle ingerenze egiziana ed emiratina nel Paese

Pubblicato il 15 giugno 2017 alle 6:10 in Africa Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Alto Consiglio di Stato libico ha emesso un comunicato lunedì scorso per porre fine ufficialmente alle ingerenze egiziana ed emiratina nelle questioni nazionali.

Secondo il comunicato emesso lunedì dall’Alto Consiglio di Stato libico, il cui governo è sostenuto dall’ONU, le ingerenze egiziana ed emiratina nella questione libica non fanno che alimentare il conflitto, acuendo le divisioni interne.

Il comunicato segue un rapporto elaborato alcune settimane fa da esperti delle Nazioni Unite che, secondo l’Alto Consiglio di Stato libico, non lascerebbe spazio a dubbi riguardo le ingerenze emiratina ed egiziana nel Paese.

In particolare, nel comunicato gli Emirati Arabi Uniti e il Cairo sono accusati di violare la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU n. 1973, che impone un embargo delle armi in Libia.

Di fronte al rapporto, anche il consiglio di presidenza del governo libico di riconciliazione nazionale ha esortato il Paese a prendersi le proprie responsabilità, collaborando con il Consiglio di Sicurezza dell’ONU e la comunità internazionale per adottare le necessarie misure di contrasto all’ingerenza emiratina ed egiziana nelle questioni interne.

Le Brigate di difesa di Bengasi hanno affermato che l’ingerenza degli Emirati Arabi Uniti costituisce un ostacolo agli sforzi di conciliazione nazionale, alimentando il conflitto e violando il principio di sovranità nazionale.

Inoltre, in risposta alla definizione di “organizzazione terroristica”, attribuitagli da Arabia saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto, le Brigate di difesa di Bengasi hanno sottolineato che gli Emirati stanno tentando di estendere la loro influenza nella regione della Cirenaica, un’area strategica che rappresenta il futuro dell’economia del Paese. Le Brigate di difesa di Bengasi hanno inoltre bollato la definizione come ingiusta e strumentale alla politica estera degli Emirati stessi, che in questo modo sarebbero legittimati ad introdurre restrizioni politiche nella regione, limitando le interferenze di chiunque costituisca una minaccia per il loro predominio in Libia.

In merito alla questione dell’embargo, è intervenuto anche l’ex primo ministro Mustafa A.G. Abushagur affermando che le armi emiratine vengono consegnate direttamente al generale dell’esercito nazionale libico, Khalifa Haftar, il quale le utilizza “per uccidere i libici” aggravando la crisi libica ed acuendo le divisioni interne al Paese.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

Bandiera della Libia. Fonte: Pixabay.

Bandiera della Libia. Fonte: Pixabay.

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.