Il Perù propone Trudeau come arbitro in Venezuela

Pubblicato il 14 giugno 2017 alle 6:34 in America Latina Venezuela

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Da Madrid il presidente peruviano Kuczynski e il ministro degli esteri Luna lanciano l’allarme sulla crisi venezuelana che può degenerare in un bagno di sangue e propongono il premier canadese Justin Trudeau come mediatore.

Kuczynski e Trudeau in occasione di un recente vertice. Fonte: pm.gc.ca

Kuczynski e Trudeau in occasione di un recente vertice. Fonte: pm.gc.ca

Le prospettive sono oscure, addirittura tenebrose, c’è il rischio che la situazione degeneri in un bagno di sangue, che la gente se ne scappi in Colombia, o in mare, come qui nel Mediterraneo – ha affermato da Madrid il presidente peruviano Pedro Pablo Kuczynski discutendo della crisi venezuelana in occasione di un forum organizzato dal quotidiano El País.

Il Venezuela non è una democrazia – ha dichiarato lapidario Kuczynski. Il Perù lavora a trovare una via d’uscita diplomatica alla crisi prima che la situazione si degradi ulteriormente. Lima ha proposto alle varie cancellerie latinoamericane un format di mediazione composto da sette paesi, tre del fronte che Kuczynski chiama “democratico”, tre del fronte bolivariano e un arbitro.

I tre membri del fronte democratico sarebbero Cile, Perù e uno tra Colombia e Brasile, i tre del fronte bolivariano sarebbero Cuba, Nicaragua e Bolivia, il mediatore-arbitro sarebbe il leader di un paese neutrale, il ministro degli esteri Ricardo Luna ha dichiarato che vedrebbe bene nel ruolo il premier canadese Justin Trudeau.

I paesi più influenti, USA e Cuba, non sono più in grado di trovare da soli una mediazione – ha sottolineato Luna – e le organizzazioni internazionali come Unasur e Celac sono fuori gioco, così come l’Organizzazione degli Stati Americani, il cui segretario Luis Almagro è considerato un nemico dal regime di Maduro.

Luna ha aggiunto che la costituente di Maduro rischia di far esplodere il paese, creando due organi legislativi avversari tra loro, ma ha ricordato che qualunque mediazione non può non tener conto delle riforme di Hugo Chávez, molto popolari nel paese.

Un ultimo allarme riguarda l’azienda pubblica petrolifera venezuelana PDVSA. Bisogna evitarne il collasso – allertano i leader peruviani – poiché mantiene a galla l’economia di un paese allo stremo.

Il governo spagnolo – per bocca del sottosegretario all’Iberoamerica Fernando García Casas – ha espresso il suo appoggio alla proposta peruviana, sottolineando tuttavia come le continue accuse di Maduro al governo Rajoy rendano difficili i rapporti con il Venezuela.

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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