Cavusoglu oggi in Qatar per colloquiare con l’emiro al-Thani

Pubblicato il 14 giugno 2017 alle 9:37 in Medio Oriente Turchia

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Il ministro degli esteri turco, Mevlut Cavusoglu, arriverà oggi in Qatar.

Il viaggio è stato organizzato in breve tempo, con l’obiettivo di contribuire a risolvere la crisi diplomatica in corso tra Doha e gli altri paesi arabi. Cavusoglu sarà ricevuto dall’emiro qatarino, Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani, con il quale discuterà sulle relazioni bilaterali e sugli ultimi sviluppi. È previsto anche un incontro con il ministro degli esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al-Thani. La visita di Cavusoglu nel paese del Golfo avviene a due giorni di distanza dall’incontro, avvenuto ad Ankara, con gli ambasciatori dell’Arabia Saudita, del Bahrein e degli Emirati Arabi Uniti (UAE).

Ieri, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha chiesto al sovrano saudita Salman “di guidare la risoluzione della crisi con il Qatar”. “Io credo che lo statista più anziano del Golfo, il re saudita Salman, deva risolvere la questione mostrano la propria leadership”, ha affermato Erdogan durante un meeting parlamentare. Il presidente ha reso noto che avrebbe colloquiato telefonicamente con il leader francese, Emmanuel Macron, e con l’emiro qatarino al-Thani, nell’ulteriore sforzo di cercare di risolvere la faccenda. Ad avviso di Erdogan, l’isolamento del Qatar “è inumano e contro i valori islamici”, e i metodi utilizzati dagli altri paesi nei confronti di Doha sono stati analoghi alla pena di morte. Il leader turco ha rigettato le accuse mosse contro il paese del Golfo riguardo al supporto al terrorismo, dicendo che “il Qatar si è mostrato fermamente contro l’ISIS, insieme alla Turchia”.

La crisi diplomatica nel mondo arabo è iniziata il 5 giugno, quando l’Arabia Saudita, insieme al Bahrein, agli UAE e all’Egitto, ha annunciato l’interruzione dei rapporti con il Qatar, accusandolo di supportare il terrorismo. Il Kuwait sta cercando di svolgere un ruolo da mediatore per allentare le tensioni. Dal momento che sono stati interrotti tutti i traffici aerei, marittimi e terrestri con il paese del Golfo, la Turchia e l’Iran hanno inviato risorse alimentari al Qatar, il quale nega le accuse che sono state mosse dagli altri Stati.

Il 7 giugno, a soli due giorni dall’inizio della crisi, il Parlamento turco ha ratificato un accordo militare per inviare le proprie truppe in una base turca stanziata in Qatar, per mostrare il proprio supporto a Doha. Tale patto era stato firmato nell’aprile 2016 nella capitale qatarina con il fine di aumentare la collaborazione militare tra i due paesi. Il quotidiano turco, Hurriyet Daily, il 12 giugno, ha reso noto che una delegazione formata da tre ufficiali delle Turkish Armed Forces (TSK) è giunta in Qatar per effettuare studi di esplorazione e coordinazione, in vista del dispiegamento delle truppe turche sul suolo qatarino.

Cavusoglu, ieri, ha inoltre riferito che è previsto, a breve, un incontro tra Erdogan ed il presidente americano Donald Trump per discutere sulla crisi. I due si erano incontrati per la prima volta dal quando Trump è stato eletto presidente, il 16 maggio a Washington, in un momento di tensioni tra i due paesi per via della questione delle People’s Protection Units (YPG), considerate un alleato chiave dagli Stati Uniti per la lotta contro l’ISIS, ma ritenute un gruppo terroristico al pari del Kurdistan Worker’s Party (PKK) da Ankara. In seguito alla decisione, il 9 maggio, di inviare armi ai combattenti curdo-siriani, da parte degli USA, la Turchia ha espresso il proprio disappunto, preoccupata che tali equipaggiamenti militari possano essere utilizzati contro di lei.

Dal momento che il Qatar ha ottimi rapporti con i paesi del Golfo, la scelta di inviare le proprie truppe in Qatar con il rischio di inimicarsi l’Arabia Saudita ha sollevato diversi interrogativi. In un articolo pubblicato su Al-Monitor, Semih Idiz spiega che molti diplomatici sostengono che la politica estera di Erdogan verso il Qatar sia stata dettata da un istinto di sopravvivenza, e non da un calcolo razionale. Questa scelta, inoltre, potrebbe portare il leader turco a dover allentare le tensioni con l’Iran, il quale a sua volta sostiene Doha, per cercare di evitare il proprio isolamento. Non a caso, il ministro degli esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, si trovava ad Ankara il 7 giugno, nel pieno della crisi del Golfo. Sembra che lo scoppio della disputa diplomatica abbia colto il leader turco di sorpresa, presentandogli il nuovo dilemma riguardante la posizione da scegliere tra il Qatar, e quindi l’Iran, e l’Arabia Saudita. Ad avviso di Semih Idiz, Erdogan si è complicato i piani e, invece di attendere per vedere gli sviluppi ed avere un quadro della situazione più completo, si è schierato affianco del Qatar. Il giornalista turco Fehim Tastekin ha giustificato tale scelta facendo riferimento alla paranoia da parte di Ankara che i paesi arabi possano accusarla, come hanno fatto con Doha, di supportare il terrorismo, dal momento che anche la Turchia sostiene la Fratellanza Musulmana e Hamas. Pur essendosi schierata apertamente con l’emiro al-Thani, tuttavia, Erdogan continua a cercare di fare da mediatore alla crisi per non inimicarsi l’Arabia Saudita e gli altri paesi del Golfo che hanno tagliato i rapporti con il Qatar. L’incontro con gli ambasciatori di Riyad, di Manama e di Abu Dhabi di due giorni fa e il viaggio di Cavusoglu in Qatar sono in linea con tale obiettivo.

il ministro degli esteri turco, Mevlut Cavusoglu. Fonte: Wikimedia Commons

il ministro degli esteri turco, Mevlut Cavusoglu. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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