Assalto contro una prigione nell’est della Rep. Dem. del Congo: più di 900 detenuti in libertà

Pubblicato il 14 giugno 2017 alle 6:11 in Africa Rep. Dem. del Congo

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Almeno 11 persone sono morte, mentre più di 900 detenuti sono fuggiti in seguito ad un attacco contro la prigione di Kangwayi, nell’est della Repubblica Democratica del Congo.

L’assalto è avvenuto verso le 3:30 del pomeriggio locali. Il governatore della provincia del North Kivu, Julien Paluku, ha riferito che l’identità degli attentatori non è ancora nota. “Negli scontri con la polizia sono morte 11 persone, di cui 8 erano agenti congolesi”, ha riferito Paluku, aggiungendo che sono rimasti soltanto 30 detenuti all’interno della struttura. In seguito all’assalto, l’area di Beni e le vicinanze della città di Butembo sono state messe sotto sicurezza a partire dalle 6:30 locali del 12 giugno.

Localizzata a nord della turbolenta provincia di North Kivu, la zona di Beni è stata teatro di un’ondata di violenze nel 2014, che hanno causato la morte di 700 civili. Il governo locale ha incolpato il gruppo armato Allied Democratic Forces (ADF), il quale dovrebbe essere governato dai musulmani dell’Uganda, che in passato volevano rovesciare il governo del presidente ugandese, Yoweri Museveni. Alcuni combattenti dell’ADF erano presenti presso la prigione di Kangway.

Il recente assalto è avvenuto a un giorno di distanza da un altro attacco perpetrato dalle ADF contro una stazione di polizia presso la capitale della Repubblica, Kinshasa, durante il quale è stato ucciso un agente, mentre altri 4 sono rimasti feriti. Nel corso delle ultime settimane, il gruppo armato ha effettuato una serie di attacchi simili sparsi in tutto il paese, assalendo diverse prigioni. Il 19 maggio, decine di prigionieri sono scappati da Kasangulu, a 40 chilometri dalla capitale. Soltanto due giorni prima, un altro gruppo di ribelli, denominato Bundu Dia Kongo (BDK), ha attaccato la principale prigione di Kinshasa, liberando 50 prigionieri. I suoi combattenti sono ostili all’autorità locale e vorrebbero instaurare uno Stato parallelo nell’ovest del paese.

Il Congo, paese ricco di risorse, ha guadagnato l’indipendenza dal potere coloniale del Belgio nel 1960 senza, tuttavia, avere mai effettuato transizione di potere pacifica; per di più, la situazione attuale potrebbe sfociare in una guerra civile. La violenza nel paese è aumentata e si è estesa in tutta la nazione dopo che il presidente Joseph Kabila ha deciso di rimanere al potere per il terzo mandato presidenziale, lo scorso dicembre. I leader dell’opposizione hanno firmato un accordo fragile con la coalizione di governo e gli alleati di Khabila, in cui è stato richiesto al leader di ritirarsi dopo le elezioni programmate per la fine del 2017. Tuttavia, recentemente, il presidente congolese è sembrato distanziarsi dal patto, dicendo di “non aver promesso niente a nessuno” e che “vuole organizzare elezioni che siano perfette, il prima possibile”. Secondo le stime dell’ONU centinaia di persone sono state uccise dall’inizio della violenza, a fine 2016, e circa 200.000 sfollati hanno abbandonato le proprie case.

Strada della provincia di Beni. Fonte: Wikimedia Commons

Strada della provincia di Beni. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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