Panama instaura rapporti diplomatici con Pechino e rompe con Taiwan

Pubblicato il 13 giugno 2017 alle 10:09 in Asia Cina

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Panama instaura i rapporti diplomatici con la Cina e rompe quelli storici con l’isola di Taiwan, secondo quanto annunciato dai rappresentanti del paese, martedì 13 giugno.

“Alla luce degli interessi e dei desideri dei due popoli, la Repubblica di Panama e la Repubblica Popolare cinese hanno deciso di garantire, dalla data di sigla di questo documento, un riconoscimento reciproco e di instaurare rapporti diplomatici e la creazione delle rispettive ambasciate”, recita la nota del governo panamense. L’accordo raggiunto si basa sul riconoscimento, da parte di Panama, del principio “una sola Cina” che è alla base della diplomazia di Pechino. Il principio “una sola Cina” riconosce l’unità territoriale della Cina, nonostante la presenza di due governi distinti uno a Pechino e uno a Taipei, sull’isola di Taiwan, situazione che si protrae dalla fine della guerra civile nel 1949. Pechino considera Taiwan una provincia a statuto speciale parte integrante della Repubblica Popolare, sebbene quest’ultima goda di un’indipendenza de facto.

L’annuncio dell’instaurazione dei rapporti diplomatici è giunto dopo l’inizio dei lavori di costruzione di un porto per container merci, con annesse strutture per l’estrazione di gas naturale, finanziati da Pechino nella zona settentrionale di Panama, la provincia di Colon.

Panama era uno dei 20 paesi al mondo a non aver riconosciuto il governo di Pechino come legittimo e ad aver mantenuto i rapporti diplomatici con Taiwan. Il paese era riuscito a portare avanti una politica che dava valore ai rapporti diplomatici con Taipei, pur sviluppando rapporti commerciali con Pechino. Le navi della Cina continentale sono tra i maggiori utilizzatori del Canale di Panama, che rappresenta la principale fonte di guadagno della Repubblica del centro America.

I rapporti bilaterali tra Panama e la Cina risalgono al 1909 e sono rimasti intatti quando il paese ha continuato a riconoscere il governo nazionalista –che nel 1911 aveva fondato la Repubblica di Cina sul continente – come legittimo quando questo si è rifugiato a Taiwan, dopo aver perso la guerra civile contro l’Armata Rossa di Mao Zedong. Nel corso dei decenni, Panama ha ottenuto fondi di cooperazione da Taipei dal valore di milioni di dollari e ha dovuto sostenere la forte pressione da Pechino che le chiedeva di instaurare rapporti formali.

Il ministro degli esteri di Pechino, Wang Yi, ha confermato la sigla del comunicato congiunto per l’instaurazione dei rapporti diplomatici ribadendo che Panama si impegna, dall’entrata in vigore del documento, a recidere qualsiasi rapporto “diplomatico” con Taiwan. Wang Yi ha parlato di un momento di svolta storico e di grandi possibilità di sviluppo dei rapporti bilaterali sino-panamensi. Il capo della diplomazia ha mostrato apertamente il suo apprezzamento per la decisione del governo di Panama di allacciare rapporti ufficiali con la Cina. “Questa decisione è a vantaggio degli interessi del popolo di Panama, è in linea con le tendenze di sviluppo del nostro tempo e con il principio una sola Cina che è riconosciuto dall’intera comunità internazionale”, ha dichiarato Wang Yi. Il Ministero degli Esteri ha incontrato il Vice Presidente di Panama per siglare il comunicato congiunto e si è detto molto soddisfatto dell’incontro che ha rinvigorito la fiducia politica reciproca e aperto le porte a un grande sviluppo futuro dei rapporti bilaterali.

Taiwan ha reagito alla notizia con la pubblicazione di una dichiarazione del ministro degli esteri Zi Zhengzhong in cui egli afferma che in nome della dignità e della sovranità dell’isola interrompe ogni rapporto diplomatico e ogni forma di sostegno e di cooperazione con Panama.

“I rapporti di amicizia tra il mio paese e Panama duravano da più di un secolo, il governo panamense ha deciso di piegarsi al servizio di Pechino per puro interesse economico e di cambiare direzione dei suoi rapporti diplomatici, senza curarsi dell’amicizia e dei rapporti duraturi tra i due popoli, ignorando il sostegno e l’aiuto fornito da Taiwan per molti anni e la cooperazione multisettoriale che ha permesso lo sviluppo del paese”, scrive il ministro Zi Zhengzhong. La nota della diplomazia di Taiwan si conclude con un’accusa al governo della Cina Continentale di interferire nei suoi affari diplomatici avendo costretto Panama a porre fine ai rapporti diplomatici con Taipei a favore di quelli con Pechino.

Quanto accaduto con Panama era già avvenuto il 27 dicembre 2016 quando le isole di Sao Tomè e Principe hanno chiuso i duraturi rapporti con Taiwan in favore del sostegno economico e degli investimenti cinesi, instaurando i rapporti diplomatici con Pechino. Si trattava di una notizia giunta a poca distanza dalla telefonata di cortesia della presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, all’allora neo-eletto presidente Donald Trump che aveva suscitato l’irritazione di Pechino.

La politica “una sola Cina” è nata in seguito alla vittoria della guerra civile in Cina da parte del Partito Comunista Cinese e alla fuga del perdente Partito Nazionalista (Guomindang) dal continente cinese all’isola di Taiwan. Dopo il 1949, a Pechino si è instaurato il governo comunista della Repubblica Popolare Cinese e a Taipei quello nazionalista della Repubblica di Cina.

Il principio “una sola Cina” riconosce l’unità territoriale della Cina, nonostante la presenza di due governi distinti. A livello internazionale, con la risoluzione 2758 delle Nazioni Unite del 1971, è stato sancito il riconoscimento del governo di Pechino come unico rappresentante dell’intera Cina, compresa l’isola di Taiwan. Il principio è stato riconosciuto anche dagli Stati Uniti nel 1979, quando i rapporti diplomatici tra Pechino e Washington vennero ufficialmente allacciati.

Dopo vent’anni di silenzio e tensione tra i due lati dello stretto, Taiwan e Pechino hanno sancito una tregua e visto il rinascere del commercio bilaterale con il cosiddetto “Consenso del 1992”. Il Consenso prevede una lettura più morbida del principio una sola Cina. Esiste, sì, una sola Cina, ma il governo della Repubblica Popolare e quello di Taiwan interpretano – in base alla loro propria definizione – quale l’unica Cina sia: il continente o l’isola di Taiwan. Ciò vuol dire che per Taiwan la Repubblica di Cina è l’unica Cina esistente, per Pechino lo è la Repubblica Popolare. Vista la mancanza di una univoca definizione di “Cina”, in molti hanno criticato il Consenso.

Nel 2015 i legami tra Pechino e Taipei hanno visto una significativa svolta con un incontro diretto tra il presidente cinese Xi Jinping e l’allora presidente di Taiwan, Ma Yingjiu, leader del Partito Nazionalista e simpatizzante del continente. Le cose sono molto cambiate, invece, dal gennaio 2016, quando è stata eletta Tsai Ing-wen, leader del pro-indipendenza Partito Democratico Progressista (DPP). Il DPP è uno dei principali detrattori del Consenso del 1992 e auspica l’indipendenza totale dell’isola di Taiwan dal governo di Pechino.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

Bandiere della Repubblica Popolare Cinese e di Panama, fonte: Depositphoto.com

Bandiere della Repubblica Popolare Cinese e di Panama, fonte: Depositphoto.com

 

di Redazione

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