Israele e Palestina più vicini ad un accordo politico

Pubblicato il 12 giugno 2017 alle 6:11 in Israele Medio Oriente

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Secondo le dichiarazioni del ministro della difesa israeliano, Avigdor Lieberman, gli israeliani e i palestinesi sono più vicini al raggiungimento di un accordo politico, che contribuirà a creare un clima di normalizzazione con i Paesi arabi moderati.

Per parte israeliana, Lieberman ha sottolineato la ferma volontà di impedire lo scoppio di una nuova guerra sui due fronti più caldi: quello settentrionale con il Libano e quello meridionale con la striscia di Gaza, dove la forte crisi umanitaria in corso potrebbe sfociare in un nuovo conflitto armato. La politica di deterrenza rimane, nelle parole del ministro, il metodo privilegiato nei confronti di entrambi i Paesi, allo scopo di evitare il riaccendersi del conflitto.  WikiRiferendosi nello specifico a Gaza, il ministro ha ribadito che il governo non intende di nuovo occupare il territorio, anche perché  “Israele non può fare la guerra ogni due anni, e se si verificassero le condizioni per una nuova guerra, il conflitto non potrebbe concludersi prima della completa eliminazione dell’establishment militare, e ciò comporterebbe un ingente numero di perdite”.

Nonostante il processo di pace in Medio Oriente sia ancora lungi dalla sua soluzione, Lieberman sottolinea che Israele e Palestina si stanno avvicinando “a raggiungere un accordo politico per due motivi importanti: innanzitutto, l’insediamento alla Casa Bianca del Presidente americano Donald Trump, in secondo luogo, il fatto che alcuni Paesi arabi non vedono più Israele come un problema, ma come la soluzione ai problemi della regione”.

Per parte palestinese, secondo quanto riportato dall’emittente qatarina Al Jazeera, il presidente dell’Autorità palestinese, Mahmoud Abbas, sarebbe disposto a rinunciare alle condizioni precedentemente stabilite, in particolare il congelamento degli insediamenti e il rilascio dei detenuti palestinesi dalle prigioni israeliane, favorendo in questo modo l’avvio dei negoziati, la conseguente pace economica nella regione e la piena collaborazione tra gli Stati moderati del Medio Oriente.

Dura la risposta di Hamas. L’alto esponente dell’organizzazione palestinese Hamas, Moussa Abu Marzouk, non tarda ad esprimere sconcerto per i tentativi arabi di creare un clima di normalizzazione e, a nome del suo movimento, ribadisce il rifiuto a trovare una conciliazione con Israele, che considera il suo principale nemico. Marzouk afferma che Hamas continuerà a schierarsi “contro ogni tipo di rapporto con questa entità” ed invita gli Stati arabi a rompere le relazioni con Israele, che definisce “il nemico che ha usurpato il territorio palestinese”.

A sinistra, bandiera palestinese; a destra, bandiera israeliana. Fonte: Wikimedia Commons

A sinistra, bandiera palestinese; a destra, bandiera israeliana. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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